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Michele Talia
Michele Talia

Barile, 2013-08-31 – In questi giorni molti degli esponenti di partiti, movimenti e associazioni stanno offrendo ad un pubblico rilassato ma vigile la loro salvifica ricetta programmatica in vista delle prossime elezioni amministrative. Tutti si dicono pronti a risolvere, migliorare, immaginare un futuro per la nostra regione. Ma in realtà, cosa porranno costoro al centro del dibattito politico che li impegnerà nella imminente campagna elettorale? E gli uomini? Saranno ancora quelli che hanno riempito le cronache, oppure si presenterà una nuova generazione di riformatori come è accaduto nelle elezioni politiche?

La situazione della Basilicata, accentua l’esigenza di un ripensamento totale della politica e dei suoi protagonisti. E allora, da dove cominciare, quali sono le priorità, con quali uomini affrontarle e con quali mezzi? C’è un’emergenza morale ed economica il cui superamento pone le basi per comportamenti politici ispirati alla correttezza ed al gioco democratico.

Avvicinato Michele Talia, responsabile del Vulture-Melfese della corrente Grande Sud riferisce: “Questo è un momento storico cruciale. Il vento del populismo oggi spira forte anche da noi. Ma l’antipolitica non può essere la risposta ai problemi regionali, primo fra i quali l’incapacità a leggere i nuovi fenomeni politico-sociali ed indicare un orizzonte comune di idee.Il Governatore a cui vorremmo fossero affidate le chiavi della regione, deve restituire fiducia ai commercianti, speranza alle piccole e medie imprese, pieno valore alle aziende agricole, prospettive reali ai giovani. Dovrà, in nome dei diritti, non per carità pelosa, togliere le catene della solitudine agli anziani indigenti, sostenere chi non riesce più a governare il quotidiano, guardare negli occhi i disabili e farli sentire cittadini.

Facciamo appello, pertanto, perché candidati ed elettori sappiano mettere da parte personalismi e rivendicazioni di parte, per unirsi in un progetto di governo per la Basilicata che sia in netta discontinuità con il recente passato. Se tutti saremo capaci di cancellare pregiudizi, aspirazioni personali e rassegnazione, riscopriremo la gioia di essere parte attiva di un reale cambiamento non più rinviabile.

Per il centrodestra, dunque, la conquista del Palazzo Regionale passa per una strada tutta in salita. Nessuno si illuda (e francamente non so proprio come qualcuno possa essersi illuso). Dopo i sorprendenti risultati delle Politiche quella strada è divenuta ancor più impervia a causa della prorompente comparsa, sulla scena politica locale, di un attore nuovo e di prima rilevanza, il Movimento 5 Stelle.

È fin troppo evidente, quindi, che, se si vorrà davvero tentare di vincere, con qualche minima chance, questa volta il centrodestra dovrà mettere in campo tutte le sue energie ed i suoi uomini migliori.

A questo punto deve scendere in campo il popolo del centrodestra. Non è più il momento di rimanere a casa in panciolle. Lancio quindi un accorato appello agli intellettuali, ai lavoratori, a tutte le donne e gli uomini di buona volontà che vogliono dare una svolta alla stantia vita politica, sociale ed economica regionale, che vogliono offrire a questa nostra Basilicata un’occasione di riscatto vera: che facciano sentire alta e forte la loro voce e chiedano ai gruppi dirigenti del PDL e di tutti i partiti e movimenti vicini al centrodestra, di mettere da parte gli antagonismi personali e di sedersi tutti attorno ad un tavolo per concordare una linea unitaria e scegliere ragionevolmente, quale unico candidato governatore, la persona migliore tra le disponibili, quella che, secondo buon senso, sia all’altezza dell’arduo compito e presenti maggiori possibilità di successo.

Se il centrodestra lucano, non sarà in grado di compiere questo estremo tentativo e di esprimere una candidatura unitaria, sarà duramente punito alle urne e, subirà una ulteriore sconfitta, da cui non sarà facile risollevarsi e di cui, porteranno l’enorme responsabilità tutti coloro che avranno anteposto i motivi di divisione al bene della coalizione e, in definitiva, di tutta la regione. Le stesse responsabilità si assumerà, però, anche chi avrà rinunciato a far sentire la propria voce in questo delicatissimo momento.

Scusate il tono accorato di questo appello ma credo proprio che, mai come in questo momento, ci stiamo giocando il futuro della nostra bella Lucania. Siamo ancora in tempo a sederci intorno ad un tavolo. Discutiamo prima di prendere decisioni unilaterali che potrebbero rivelarsi deleterie per l’intera regione, in questo momento”.

Lorenzo Zolfo