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Alli è il nome toponomastico assegnato a una delle tante sorgenti e corsi d’acqua che “popolano” la Val d’Agri. Drilling è la perforazione dei pozzi di petrolio che “spopolano” la Val d’Agri: anime e coscienze illuse dal miraggio chiamato oro nero. A Villa d’Agri, frazione di Marsicovetere (provincia di Potenza, Italy), a poco più di 300 m dalle case svetta una torre, è un trivella petrolifera made in Eni, un pozzo orizzontale, un “horizontal drilling” , quello vicino all’ospedale.
Il pozzo della vergogna, così definito dalla Ola (Organizzazione lucana ambientalista), troppo vicino alle case nonostante il Governatore della regione Basilicata e il Sindaco del centro si erano impegnati a delocalizzarlo, ma alla fine quel pozzo è stato realizzato, il “derrick” è stato elevato ai cieli, la trivella scava tra le viscere della terra, di una valle ferita, offesa dal Re Fossile.
Lo scorso 15 settembre ci rechiamo in questa nuova location, ci incamminiamo lungo la via del pozzo, intervistiamo la gente comune che dovrà convivere con questa trivella. Ma non siamo in una steppa, ma in un centro abitato.
Il 22 settembre la Ola aderisce alla campagna mondiale #GlobalFrackdown – un’iniziativa planetaria mirata a chiedere ai Governi – con la possibilità di firmare una petizione – il divieto assoluto della pericolosa tecnica del Fracking (la frattura idraulica dei pozzi mediante iniezione di acqua a forte pressione, sabbia e sostanze chimiche, per rompere le rocce profonde che contengono idrocarburi).

L’iniziativa si svolge proprio a Villa d’Agri, sotto il pozzo petrolifero Alli2. Un’adesione mirata ad attuare il principio di precauzione, perchè non conosciamo se il Fracking viene utilizzato anche in Basilicata.
Ora non resta che guardare questa video-inchiesta che detterà la storia di un luogo oggi non ancora pienamente consapevole dei rischi a cui sta andando incontro. Fonte: OLa

 Guarda il video-inchiesta della OLA clicca qui