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BrassensVIGGIANELLO – Punta di diamante della canzone d’autore (e popolare), Georges Brassens ha fatto scuola in Francia e non solamente, i suoi testi sono stati tradotti in oltre quaranta lingue e vengono tuttora cantati in ogni angolo del mondo. Eppure, nonostante sia un artista celebratissimo (in Italia l’hanno cantato, tra gli altri, Fabrizio De André, Nanni Svampa, Beppe Chierici, Giuseppe Setaro…) non è conosciuto abbastanza come si possa immaginare, e ancora meno si sa delle sue origini lucane per mezzo dei nonni materni, i quali alla fine dell’ottocento partirono da Marsico Nuovo per Sète, città marina della regione della Languedoc-Roussillon, a sud della Francia.

Per i novantacinque anni dalla nascita e i trentacinque dalla morte dello chansonnier, il comune di Viggianello, la casa editrice Valentina Porfidio, la Regione Basilicata, il Gal La cittadella del sapere e il Parco Nazionale del Pollino hanno promosso per il 22-23 ottobre una due giorni di iniziative anche per recuperare la sua “sanguigna lucanità”…

Nato a Sète proprio il 22 ottobre del 1921 da Elvira Dagrosa e un muratore anarchico, Brassens ha costruito la sua fama cantando (con poesia) l’amore, l’amicizia, la pace e l’umanità più derelitta, ma egli è riuscito anche a connotarsi in un autore irriverente che, per mezzo, di una personalissima lingua (l’argot) ha sbeffeggiato l’arroganza delle istituzioni e dei poteri forti.

Lo scrittore colombiano Gabriel Garcia Marques lo definì, quando era ancora in vita, <<il più grande poeta francese>>, mentre alla sua morte – avvenuta per un male incurabile il 29 ottobre del 1981 a St-Galy-du -Fesc – il filosofo René Falett lo ricordò come un artista insuperabile, senza rivali che <<ha avuto un solo avversario da vincere: l’ordine delle cose, quest’ordine che ci vuole cortesi, gentili, civilizzati nei confronti del pubblico>>.

Brassens, ha scritto oltre cinquecento testi, pubblicato quattordici album, messo in musica i poeti Baudelaire, Villon, Paul, ma, soprattutto, ci ha regalato delle canzoni immense (si pensi “Le passanti”, “Il gorilla”, “Morire per delle idee”,”Marcia nuziale” “Gli amici di sempre”. “Leggenda di Natale”…), testi infiniti che sbocciano “sempre nuovi” generando rinnovate emozioni.

Straordinario autodidatta, cultore della parola in tutte le sue forme, Brassens <<ha sbaragliato le regole di qualsiasi accademia, giungendo ad una sorta di perfezione estetica che rende ogni sua canzone una piccola opera d’arte compiuta>>.

Cantore della libertà, Georges Brassens si dichiarò sempre un libertario, ma <<la sua anarchia non è scelta ideologica e nemmeno di militanza, piuttosto è avversione alle vessazioni dei potenti, alle scelte militariste e conformiste dei governi, all’ipocrisia della Chiesa e del clero>>.

Il programma dell’omaggio brasseniano di Viggianello prevede i seguenti appuntamenti : 22 ottobre ore 17.00 al Centro Visita del Parco inaugurazione della mostra di fotografie “Georges Brassens il cantore degli ultimi” a seguire nello stesso spazio il convegno “Georges Brassens il francese lucano” a cui, oltre ad Antonio Rizzo e Tony Viceconte, rispettivamente sindaco ed assessore alla cultura del comune di Viggianello, parteciperanno Nicola Timpone, presidente del Gal Cittadella del Sapere, Marcello Pittella, presidente della giunta Regione Basilicata, Oreste Lo Pomo,direttore della testata Rai-Basilicata, Luca Caiazza, studioso di Brassens, Francesco Pietrantuono, assessore all’ambiente Regione Basilicata, Domenico Pappaterra, presidente Parco Nazionale del Pollino, l’editore Valentina Porfidio e il cronista Mimmo Mastrangelo.

Modererà il dibattito lo storico Antonio Rubino. Alle ore 21.00 nell’Anfiteatro Comunale il cantautore lucano Raffaele Tedesco canterà “il Brassens di Fabrizio De Andrè”. Il 23 ottobre invece al Centro Visita del Parco (ore 18.00) proiezione de “Il quartiere dei Lillà” di René Clair, film in cui Georges Brassens appare da coprotagonista. Sarà per lui l’unica esperienza su un set cinematografico .