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POTENZA-MELFIMelfi, 2014-02-24 – Ancora una volta la superstrada a scorrimento veloce Potenza-Melfi si rivela pericolosa ed insidiosa. Lo scorso 22 febbraio, una parte della barriera, del viadotto Scescio, lungo 401 metri, sul tratto Barile-Rapolla, il più lungo dell’intero tratto di questa superstrada, è stata divelta, probabilmente da un mezzo pesante. L’Anas è subito intervenuta, azionando con un semaforo, il senso unico alternato. Una soluzione che non piace ai tanti automoblisti e lavoratori Fiat che ogni giorno transitano su questa strada, che devono fare file di attesa, su una strada già caotica. Tra i tanti pendolari, uno studente di Barile, G.Tirico, che frequenta una scuola superiore di Melfi, di questa situazione riferisce: “ non riesco a capire come mai questo viadotto è in condizioni di serio pericolo. Le barriere laterali hanno un’altezza di pochi centimetri, a differenza delle altre, dell’intero tracciato, realizzate con criteri migliori.

C’è voluto sicuramente una uscita di fuori strada, di un mezzo pesante, per far capire all’Anas che bisogna mettere in sicurezza, secondo le norme europe, questo viadotto, che specialmente quando tira un forte vento, crea pericolo a chi vi transita. Mi auguro che vengano presi i giusti provvedimenti su questa strada, definita da tutti, “la strada della morte”. Il prof. Di Lucchio, ingegnere di Rionero da oltre 30 anni insegna in una scuola superiore di Melfi ,paragona questa strada al Gran Raccordo Anulare di Roma, parte da Rionero mezz’ora prima dell’inizio delle lezioni, per non restare imbottigliato nel traffico caotico di questa strada, rimasta come 30 anni fa, nonostante l’arrivo della Fiat col naturale aumento del volume di traffico. Ma questo i nostri governanti regionali di allora, che potevano raddoppiare questa arteria, non l’avevano capito!