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Venosa – Si sa da tanto tempo che per giungere a Venosa, città d’arte e monumentale tra le più belle e desiderate della Basilicata, si devono percorrere strade in totale abbandono. Da qualunque parte si viene, da Ginestra, da Gaudiano, da Rapolla, da Lavello, ci sono pericoli che minano l’incolumità fisica non solo dei conducenti, ma anche che del mezzo che vi passa. E’ il caso della Venosa-Lavello, in alcuni tratti ci sono delle vere e proprie insidie costituite da buche di notevole spessore. Sul piccolo ponticello (ponte ponticchio) subito dopo una carrozzeria, dopo 400 metri appena usciti da Venosa in direzione Lavello, a parte il dosso che si è creato in una curva a causa della frana dal terreno sottostante, e dei svariati fossi antecedenti…. sul ponte “ponticchio” c’è una buca di almeno 15 cm di profondità che occupa quasi tutta la carreggiata! E’ mai possibile che nessuno interviene specialmente a favore dei tanti lavoratori che raggiungono lo stabilimento FIAT di S.Nicola da questa strada e che ogni giorno devono schivare questi pericoli? Ma anche chi da Venosa va a Melfi ! Nelle vicinanze del passaggio a livello il conducente di un’autovettura (vedi foto) ha piegato un cerchio e forato il pneumatico! Se non ci sono strade adeguate, lo sviluppo in Basilicata non ci sarà.
Lorenzo Zolfo