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Venosa, 2012-10-26 – Nonostante siano trascorsi dieci anni, il ricordo di Ascanio Raffaele Ciriello, il fotoreporter di guerra-chirurgo plastico, nato a Venosa da genitori di Ginestra, è ancora vivo. L’attuale amministrazione comunale, dopo aver posto, subito dopo la sua morte una targa in marmo in via Toti, luogo di nascita del fotoreporter Ciriello, poco tempo fa gli ha intestato un’area verde nelle immediate vicinanze dell’Ipsia, la scuola costruita dalla Provincia ed inaugurata due anni fa. A.Raffaele Ciriello ha conosciuto e lavorato con Ilaria Alpi, la giornalista uccisa a Mogadiscio e con la collega del “Corriere della Sera”, Maria Grazia Cutuli, la sua “amica più dolce”, che frequentava spesso anche a Milano, assassinata in Afghanistan. Nessuno di loro è più tra di noi.

            Nel settembre del 2000 intervista a Darquad, nell’Afghanistan settentrionale, il Comandante Ahmed Shah Massud, il leggendario “Leone del Panshir”, allora l’unico e più determinato oppositore al dominio dei Talebani. Questa splendida intervista ad un uomo che stimava e che considerava uno dei pochi eroi di questo secolo è stata accompagnata da molte fotografie. Era un uomo riservato, “Lello”, bisognoso di miti, di eroi, di visioni reali; da chirurgo ha frequentato corsi di aggiornamento nella sua amata New York, dove ha, infatti, scelto di sposarsi ed a cui ha dedicato un appassionato tributo, dopo il tragico crollo delle Twin Towers, in una sezione del suo ricchissimo sito internet, di nome “Postcards from Hell”, “Cartoline dall’Inferno”, cui Lello aveva dato vita nel 1999, per offrire a tutti, nel mondo, la possibilità di seguirlo nei suoi reportages di guerra. Questo sito era una sua creatura, alla quale egli si dedicava con assoluta passione e abnegazione; per questo è partito per il Medio Oriente, allo scopo di colmarne una lacuna, la seconda Intifada.

E’ per questo che, il 13 marzo 2002, alle 9,30, testimone scomodo di verità, è stato assassinato da piombo israeliano a Ramallah, in terra di Palestina. “Un carro armato contro ….. una macchina fotografica. Vergogna!!” ripeteva in continuazione il padre, Giuseppe, deceduto pochi anni fa.    Perché mai Lello ha scelto questa vita? Per bisogno morale, ha scritto il collega Negri del Sole 24 Ore, per partecipare e condividere le ansie e le sofferenze di tanti popoli alla deriva o in rivolta. Così si sentiva vivo! “aveva gli occhi azzurri – scriveva, subito dopo il suo assassinio il collega Altarocca de “La Stampa” – voleva vedere l’inferno e la visto, infine”. Nei giorni scorsi a Codogno (Lo), centro dove vivono la moglie Paola e la figlia Carolina, a cura dell’amministrazione comunale è stata allestita una mostra dal titolo: “I Bambini e la guerra. Cartoline dall’Inferno” foto realizzate da A.Raffaele Ciriello durante i suoi interminabili viaggi di guerra.

Lorenzo Zolfo