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Venosa via Vittorio Emanuele
Venosa via Vittorio Emanuele

Venosa, 2013-07-19 – Un noto avvocato romano, in occasione di una visita a Venosa,agli inizi di luglio, passeggiando nel centro storico, decide di inviare una lettera aperta al Sindaco della nostra cittadina. Protesta per il traffico veicolare nel centro storico. Ecco il contenuto di questa lettera: “ On.li Sindaco, Assessori e Consiglieri del Comune di Venosa. Avendo la scrivente soggiornato due giorni del corrente mese di luglio in Venosa, luogo da me visitato in onore del Sommo Poeta Orazio, tanto più poiché catalogato tra i più bei borghi del ns Paese, ho avuto modo di cogliere un aspetto che ben poco si armonizza con il comune ed elementare senso di “civiltà”.

Ritengo infatti, unitamente al mio Compagno il quale è peraltro un Artista, che non sia assolutamente corretto, ed ancor prima oggettivamente insicuro o meglio assolutamente rischioso (tanto che un bambino ha seriamente rischiato di essere investito da un’auto, quale accadimento constatato personalmente dalla scrivente) consentire il transito di veicoli di ogni sorta, ivi compresi furgoni, camioncini e suv, lungo la Via Vittorio Emanuele II, quale corso del paese, trattandosi di strada percorsa anche dai pedoni, e quindi anche da persone di ogni età e condizione, ivi compresi anche anziani, bambini, persone inabili e donne con passeggini, quali categorie di soggetti evidentemente ancor più a rischio di investimento, e ciò particolarmente nel tratto che congiunge la Piazza del Castello con la Piazza dedicata al Divino Poeta Orazio in quanto percorso particolarmente angusto.

La esponente giungeva nella Vs amabile cittadina il pomeriggio di venerdì 05/07/u.s. soggiornandovi due notti ma, pur volendo restarvi ancora un altro giorno, la mattina del 07/07 la scrivente ed i proprio Compagno ripartivano avendo provato un grande disappunto nel dover transitare sul corso cittadino incessantemente percorso da veicoli di ogni dimensione, e ciò ad ogni ora dell’intero arco del giorno e della notte. Non vi è alcun dubbio che vietare il transito di veicoli lungo tale percorso determinerebbe alcuni malcontenti ed anche una certa perdita di consensi elettorali, ma la statura politica, e non solo, di un amministratore cittadino e, nel contempo, il livello etico e di civismo di una collettività tutta sono inequivocabilmente appalesati dalle scelte dagli stessi operate, e quindi dalle azioni poste in essere concretamente nel vivere quotidiano, ed in particolare dalle condotte rivolte a preservare, quale atto dovuto, la salute e l’incolumità delle persone tutte, ed in particolare di chi vive sul posto, atteso che chi vi si reca per farvi visita tutto al più se ne allontana prima e, anche se ha in animo il piacere di volervici tornare (tanto più che la scrivente si reca spesso presso il Tribunale di Potenza per udienze, svolgendo la Professione di Avvocato), al cospetto di tale inurbano vivere se ne astiene più che ragionevolmente.

Evidentemente qualora il Comune di Venosa (non foss’altro per onorare quell’etimologia da cui parrebbe trarre origine Venusia, come a Voi certamente ben noto, vale a dire da Venus e quindi dea dell’amore) dovesse ottemperare al dovere di imprescindibile rispetto del prossimo, inteso nel suo senso più profondo ed elevato, vale a dire come rispetto della vita umana in quanto tale, evidentemente la scrivente vi tornerebbe più che volentieri, e non da meno proporrebbe con gioia, ad amici e conoscenti, di fere serena e lieta visita alla città del Poeta Orazio e di altre non comuni personalità illustri, quali ad es. il musico Carlo Gesualdo, e tutte consegnate da Venusia alla storia dell’intera Nazione, e non solo, luogo che ciò malgrado è attualmente caratterizzato, in ragione di quanto sovra esposto, da un irriverente immagine di sé e che denigra la memoria dei fasti trascorsi.

Resto quindi nell’ attesa di cortese riscontro, onde valutare se recarmi nuovamente in un luogo che onestamente è stato dalla scrivente e dal proprio Compagno molto apprezzato, e ciò anche al fine di poterlo consigliare, come detto, ad amici e conoscenti proiettati verso un c.d. turismo “culturale”, quale dimensione in cui potrebbe collocarsi a pieno titolo la città di Orazio, se l’Amministrazione locale fosse doverosamente rispettosa di ineludibili principi posti a fondamento del vivere civile. Con osservanza “.