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Venosa, 2012-10-23 – Si è tenuto nei giorni scorsi un convegno Internazionale di studi da titolo:”Gli Ebrei nell’Italia Meridionale e nel Mediterraneo dall’Età Romana all’Alto Medioevo”, per ricordare il prof. Cesare Colafemmina, scomparso poco più di un mese fa, che ha dedicato la propria vita alla riscoperta e alla valorizzazione di un patrimonio culturale in gran parte dimenticato.

Questo convegno, iniziato a Bari, è proseguito a Trani e si è concluso nella cittadina oraziana dove il prof. Colafemmina ha scoperto durante i suoi studi, nelle catacombe ebraiche di Venosa  un Arcosolio affrescato e soprattutto una scritta Shalom e naturalmente tante altre cose interessanti. Durante le sue scoperte a Venosa ripeteva in continuazione: “se non mi trovate, venite a cercarmi sotto qualche maceria”. L’ultima visita fatta a Venosa, un anno fa, il prof. Colafemmina era molto provato e sosteneva che a Venosa esisteva anche una Sinagoga, fino ad oggi mai trovata.

La sala del trono del Castello Pirro del Balzo ha ospitato  studiosi e prof. di arte ed architettura internazionali (Joseph Sievers-Pontificio istituto Biblico; Joseph Geiger, Oded Irshai e Gideon Foerster(The Hebrew University Jerusalem);Ariel Lewin-Università della Basilicata; Lucio Troiano-Università di Pavia;Maxim Griger (Università di Kazan);Steven Bowman (University of Cincinnati);Giancarlo Lacerenza (Orientale Napoli); Cosimo D’Angela (Università Bari);V.M.Minale (Università Federico II Napoli); Enrico Tromba (Università di Bologna-EPHE,Parigi);Giorgio Gramegna (sezione ebraica Museo diocesano, Trani); Samuel Rocca (ariel University Center of Samaria).  A promuovere questo convegno il Centro di Ricerche e documentazione sull’Ebraismo nel Mediterraneo “C.Colafemmina” diretta da Mariapina Mascolo (vedi foto), in collaborazione con la Soprintendenza Archivistica per la Puglia, dal dipartimento di scienze umane-Università degli studi della Basilicata.

Dopo i saluti da parte dell’amministrazione comunale del consigliere comunale Paolo Albergo e di Mariapina Mascolo,  il direttore della Biblioteca Comunale, Ezio Lavorano  ha tracciato la vicenda del sito delle Catacombe dal momento del loro rinvenimento. Marirosa Orlando, in sostituzione del Soprintendente regionale Antonio De Siena, impegnato a Matera, operatrice nella sede di Venosa, ha fatto visitare ai graditi ospiti i siti archeologici di Venosa. Del prof. Colafemmina ha un ricordo indelebile anche la prof.ssa Giuseppina Falcone, sua allieva, attualmente Docente di Lettere presso il Liceo Classico di Venosa. Si è laureata in Lettere Classiche presso l’Università di Salerno, discutendo la tesi in Storia Romana (con esercitazioni di epigrafia romana), dal titolo: “Le iscrizioni della Trinità di Venosa”: “ho appena appreso la notizia della morte del prof. Colafemmina, e mi tornano in mente tutte le volte che ci siamo incontrati e abbiamo condiviso l’entusiasmo, la passione, l’interesse per stracci di vita incisi su lastre, pietre, cippi, insignificanti per altri, ma importanti momenti di vita per noi.

Lo rivedo chino sui libri nella biblioteca dell’Istituto di Letteratura Cristiana antica di Bari, sempre chino, intento nella lettura di una “pietra” nel cortile del Municipio di Lavello, entusiasta per aver individuato un testo importante in ebraico in una pietra angolare, sottratta all’opera distruttrice degli uomini e del tempo ed infine, felice partecipe della mia pubblicazione. Ora mi pento di non aver ascoltato il suo consiglio di non smettere, di non fermarmi, di cercare; ora che pesa la sua assenza, l’assenza di un solitario esploratore, che credeva profondamente nella sua passione di cercar “pietre testimoni”, incompreso interprete di un mondo che,per primo, ha riportato in vita e ora giace quasi dimenticato in una collina di Venosa”.

Lorenzo Zolfo