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convegno di cultura classica
convegno di cultura classica

Venosa, 2013-05-08 – In occasione del 27° Certamen Horatianum nella quale circa 100 studenti si sono cimentati in una prova di Latino su Orazio,provenienti da ogni parte d’Italia, si sono svolti due convegni nell’aula magna dell’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco”, presieduti dal dirigente scolastico, prof.ssa Mimma Carlomagno. Nel convegno “l’angolo della didattica” dal titolo significativo: I giovani, il latino, la crisi, è intervenuto il prof.Giovanni Cipriani, Ordinario di Letteratura Latina all’Università di Foggia che ha proposto un’interpretazione originale ed interessante dell’Eneide partendo da una rappresentazione melodrammatica del sec.XVII del librettista veneto Busenello, allievo di Paolo Sarpi. La relazione è confluita nella visione di un cortometraggio realizzato sul tema del viaggio di Enea da uno studente della triennale del prof. Cipriani.Successivamente di straordinario interesse è stata la relazione della prof.ssa Anna Maria Di Falco, dirigente scolastico del Liceo delle Scienze Umane “Turrisi” di Catania che, dalla riflessione sull’opera di Daniel Goleman (psicologo, scrittore e giornalista statunitense), “Intelligenza emotiva”, ha focalizzato il tema dell’importanza delle emozioni nell’apprendimento. Infine ha concluso i lavori, la prof.ssa Antonia Piva, dirigente scolastico del Liceo “Duca degli Abruzzi” di Treviso, che ha sottolineato l’importanza della cultura classica, ed in particolare latina, come risorsa in un momento così critico quale è che stiamo vivendo. Nel convegno di cultura classica il prof. Franco Montanari,Ordinario di Letteratura Greca, Università degli studi di Genova, ha tenuto una lezione su “Elena racconta la (sua) storia”. Attraverso la lettura dei versi dell’Iliade e dell’Odissea, ha promosso una nuova interpretazione della figura di Elena, la sposa di Menelao rapita da Paride e, dunque, causa della guerra di Troia.La sua proposta di vedere incarnata nella regina spartana la stessa narrazione epica, la poesia dell’aedo, prende le mosse dai vv. 125-128 del canto III dell’Iliade, in cui Elena viene sorpresa da Iris, messaggera degli dei, a tessere una tela il cui ricamo rappresenta “le molte avventure che i Troiani, provetti cavalieri, e gli Achei vestiti di bronzo affrontarono a causa di lei sotto i colpi di Ares”. È proprio la analogia tra l’arte del tessere e la tecnica della composizione poetica omerica a far istituire un confronto significativo fra la figura femminile e il poeta arcaico; tuttavia se ne sottolinea una differenza sostanziale: se l’uno racconta la storia gloriosa degli eroi e degli dei a lui giunta “per fama”, Elena pone al centro del racconto la “sua” storia. E’ seguita la relazione del prof.Andrea Giardina (Accademico dei Lincei e professore Ordinario di Storia Romana. Istituto Italiano di Scienze Umane) su il: Il mito di Roma. La relazione del prof. Giardina ha avuto lo straordinario merito di guidare una platea eterogenea di addetti ai lavori e di giovani studenti ad una riflessione di tipo metodologico sull’uso critico delle fonti.

l'angolo della didattica
l’angolo della didattica

Le immagini della propaganda del regime fascista, nelle raffigurazioni di un’arte popolare meno nota e studiata come quella delle cartoline illustrate e delle copertine dei quaderni scolastici, hanno rappresentato, infatti, il filo conduttore della lezione dell’accademico, che ha sviluppato un tema di grande interesse: la lettura del mondo classico, meglio la sua “rilettura”, secondo paradigmi nuovi, spesso distorti e indirizzati verso obiettivi ed interessi ideologici estranei all’archetipo antico. Il modello umano codificato sotto il fascismo che doveva esprimere qualità ritenute essenziali come la forza, la potenza, la capacità costruttiva, la velocità e la purezza razziale ha, pertanto, trovato un sostegno, quasi una forma di giustificazione, nelle rappresentazioni di legionari romani che cedono il loro vessillo, la c.d. aquila, ai moderni balilla, di aerei il cui volo viene fatto avviare dalle gradinate del Colosseo, di statue classiche rappresentanti la perfezione fisica e morale deturpate da impronte che recano impressa la stella di David. Il dialogo classico-moderno ha visto la sua massima espressione nella scelta di far riemergere, consentendo loro di “giganteggiare” nella loro solitudine, i resti della Roma antica, aprendo un ampio spazio urbano, via dei Fori imperiali, consono ad ospitare le parate trionfali del regime mussoliniano, ma assolutamente distante dalla topografia originaria della capitale, i cui spazi pubblici, i fori, si aprivano come grandi piazze fra un dedalo di stretti vicoli.

Lorenzo Zolfo