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Venosa – Il nuovo piano di dimensionamento scolastico redatto dal consiglio regionale dello scorso 5 marzo fa ancora discutere. A Venosa per il prossimo anno scolastico è costituito, con la soppressione di un circolo didattico, precisamente il 2°, un unico Istituto Comprensivo, nonostante si parli ,prima di oltre 1450 alunni adesso di circa 1350 alunni, comunque ben al di sopra del limite consentito dalla norma. Probabilmente l’Istituto Comprensivo con un numero di alunni più elevato della Basilicata. Ecco l’opinione del consigliere regionale, Franco Mollica originario di Venosa, che si è astenuto nel momento di decisione sull’unico istituto comprensivo a Venosa: “Non esiste motivazione alcuna che possa giustificare tale decisione anche in considerazione del fatto che Venosa rientra nella tipologia dei Comuni parzialmente montani e, che doveva essere trattata alla stessa stregua di altre situazioni che hanno mantenuto lo “ status quo”. L’emendamento presentato aveva proprio la finalità di dar voce alla comunità venosina non ascoltata dall’amministrazione comunale e di evidenziare questa incongruenza e disparità di trattamento. Eppure, le linee guida per il dimensionamento delle Istituzioni Scolastiche della Regione basilicata A.S. 2012/2015 sono chiare : le “scuole per acquisire autonomia devono essere costituite, al massimo, da una popolazione di 1000 alunni, ridotte a 500 per le istituzioni site nei comuni montani e/o parzialmente montani” e che “all’indice di riferimento (1000 alunni o 500 alunni), può essere consentito un ulteriore margine di scostamento del 20% in aumento (rispettivamente 1200 o 600 alunni) o in riduzione (rispettivamente 800 o 400 alunni) che devono rientrare nei parametri fissati nell’arco dei tre anni. Il 1° Circolo Didattico di Venosa registra 650 alunni e l’accorpamento della Scuola Media, già di per sé strutturata su due plessi comporterà la creazione di un istituto comprensivo enorme rispetto a tutti gli altri esistenti nel resto della Provincia. Un parco bambini di oltre 1350 alunni , con fasce di età molto variegata dai tre ai quattordici anni, difficilmente gestibile da parte di una unica dirigenza che, pur competente e di esperienza non riuscirà a soddisfare la necessità di risposte immediate delle singole realtà. Senza pensare, poi, all’ulteriore disagio causato da un collegio docenti alquanto numeroso (160) che pur creerà qualche problema quando si riuniranno. Per non parlare della inevitabile riduzione di organico creando nuovo precariato smentendo, nei fatti ,chi a Venosa tranquillizzava su un ipotesi del genere. Non trascuriamo , poi, – continua Mollica- l’apprensione generata dalla sistemazione in un unico edificio dei bambini di due Direzioni didattiche, per il reale pericolo di negare la giusta offerta formativa, per la perdita di spazi per le attività sociali dei bambini e degli spazi a sostegno dell’attività didattica quali, biblioteca, laboratori, mensa scolastica, etc. E, per l’aspetto della sicurezza, nel malaugurato caso in cui si debba procedere ad una evacuazione forzata e veloce per un evento sismico o in caso di incendio. L’astensione al voto- conclude Mollica- vuol essere un segnale di fiducia verso l’Assessore Viti che chiedendo la trasformazione dell’emendamento proposto in un ordine del giorno, ha preso ufficialmente l’impegno a valutare la questione in modo puntuale , dichiarando di adoperarsi fin da subito affinché le defezioni e le illegittimità presenti nel piano, almeno per Venosa, possano rientrare già dal prossimo anno, così da garantire quel grande passo di qualità, interrotto al momento, che permettano di dare rilevanza alle istituzioni scolastiche per il grande ruolo svolto nelle nostre comunità.”
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae il consigliere regionale Franco Mollica