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donboscoVenosa – Lo scorso 30 gennaio presso il cine-teatro Lovaglio alla presenza degli studenti dell’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco”, a cura di ex allievi e cooperatori salesiani del centro oraziano,è stata ricordata la figura di San Giovanni Bosco. Relatore, don Franco Galeone, salesiano di don Bosco,da Napoli, docente di storia e filosofia nei licei da oltre 50 anni. “Sono venuto volentieri perchè Venosa ha dato numerosi e bravi salesiani e perchè qui è nato il buon Orazio, che mi ricorda il mio vecchio liceo classico. La giornata di oggi è dedicata alla Shoàh, parola ebraica che significa distruzione; vedrete anche il film “Il Labirinto del silenzio”, uscito poco tempo fa, del regista Ricciarelli, milanese di nascita ma tedesco di adozione. Le due circostanze hanno un filo conduttore:l’educazione,la scuola,la famiglia. Vengo a testimoniare la mia ordinazione di prete avvenuta a Gerusalemme, mia madre era un’ebrea, fu internata insieme a mio padre, italiano,in un campo in Calabria a seguito delle leggi razziali emanate da Mussolini nel 1938. Il giorno della memoria ci aiuta a dare risposta a tre domande: cosa ricordiamo. Come ricordiamo? Perché ricordiamo? Ricordiamo l’abbattimento del campo di Auschwitz del ’45. I giusti furono pochi, i carnefici tanti, gli indifferenti tantissimi, le vittime 6 milioni, solo gli ebrei.

Ricordiamo con conferenze, film, viaggi,ma attenzione a non trasformare la Shoàh in memoria scolastica, museale, ma in memoria dinamica, cioè fare la scelta del bene, della civiltà, del rispetto; non essere turisti o studiare Auscwitz per un buon voto in storia. Ricordiamo perché chi non ricorda è condannato a ripetere gli stessi errori ed orrori. La Shoàh è stato un crimine contro gli ebrei, ma anche contro l’Umanità, come avviene oggi con gli sbarchi di profughi, con il terrorismo senza pietà. Una via di uscita? La scuola, la cultura, l’educazione. Don Bosco, ha detto: “quando si apre una scuola si chiude un carcere e viceversa. Ecco perché i terroristi e i fondamentalisti bruciano le scuole e le università, non vogliono che i bambini vadano a scuola. Scuola vuol dire coscienza, vita,libertà, rispetto, democrazia. E don Bosco educava i suoi ragazzi ad essere buoni cristiani e onesti cittadini”.