CONDIVIDI

Venosa, 2012-12-05 – Nell’ambito del progetto “rafforzamento della lingua inglese” l’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco” per domani 5 dicembre presso il cine-teatro Lovaglio ha organizzato (grazie ai Docenti Lucia Reggente e Virginia Rescigno) uno spettacolo teatrale i cui protagonisti si esprimeranno in inglese. Gli autori di questo teatro “Wasiting For Godot (Aspettando Godot) sono gli attori del PALKETTOSTAGE, un’associazione nata nel 1985 con un sogno: trasformare l’amore per il teatro in uno strumento didattico. Prima di tutto come supporto all’insegnamento delle lingue straniere e in seguito come mezzo di educazione globale. La trama. Waiting for Godot costituisce una pietra miliare della cultura del Novecento e tuttavia la sua recensione più celebre, scritta da Vivian Mercier nel 1956 per Godot è una commedia in cui non accade nulla, per due volte”. La battuta allude al fatto che la pièce, in due atti, è incentrata sul tema dell’attesa e in particolare dell’attesa vana. Infatti, per tutto il testo, due uomini, Estragon e Vladimir, aspettano un certo Godot, che ha dato loro appuntamento. Il luogo e l’orario dell’appuntamento sono vaghi.

A ben vedere i due non sanno nemmeno esattamente chi sia questo Godot, credono però che, quando arriverà, li porterà a casa sua, li sfamerà e li farà dormire al caldo. Mentre attendono, incontrano un’altra strana coppia di personaggi: Pozzo, un proprietario terriero, e il suo servo, Lucky, incontro che culmina in una rovinosa rissa. Intanto è scesa la sera. Godot non si è fatto vivo. Arriva però un messaggero, il quale riferisce che il signor Godot si scusa, ma che questa sera non potrà venire. Arriverà però sicuramente domani… Il secondo atto si apre sulla stessa situazione e sulla stessa attesa, il giorno seguente… Godot è stato di volta in volta identificato con Dio, il destino, la morte, la fortuna etc. Beckett a tal proposito ha dichiarato: “Se avessi saputo chi è Godot, l’avrei scritto”. Note di regia. Nell’allestimento di Waiting for Godot curato dal regista John O’Connor (Pride and Prejudice, The Importance of Being Earnest) la scenografia è essenziale, fedele alle rigide indicazioni dell’autore: diversi livelli, costruiti secondo una prospettiva espressionista, costituiscono lo spazio in cui si muovono i personaggi. Qualsiasi cosa che appare in scena è estremamente significativa e ha un carattere chiaro e marcato, perciò ogni oggetto viene messo in risalto attraverso dettagli colorati, luci, forme. Proiezioni di filmati e immagini arricchiscono l’allestimento divertendo il giovane pubblico e facendo da complemento e supporto al testo. Il regista sottolinea il carattere tragicomico dell’opera di Beckett attraverso i costumi di Vladimir ed Estragon, che hanno molto in comune con i simpatici clown del circo: indossano costumi colorati, sformati, cappelli a bombetta, scarponi, cappotti cascanti come un costume chapliniano. Sono uomini di strada e le loro battute sono accompagnate da una gestualità ampia ed espressiva: i giovani attori che li interpretano adottano uno stile di recitazione molto fisico ed energico, che evidenzia adeguatamente sia la parte drammatica del testo sia quella comica. Considerate le origini dell’autore, la musica che sottolinea i momenti chiave dello spettacolo ha reminiscenze di folk tradizionale irlandese senza essere troppo specifica in termini di tempo e luogo. L’autore. Samuel Barclay Beckett nacque a Dublino, in data non certa, nel 1906.

Fin da adolescente mostrò i segni di un’interiorità esasperata, di una ricerca ossessiva della solitudine e di un malessere esistenziale che influenzeranno la sua poetica. Nel 1927 si laureò in Lettere al Trinity College di Dublino. Lettore infaticabile, tra le sue opere preferite vi fu la Divina Commedia, che continuò a studiare per tutta la vita. Dopo aver lasciato la carriera accademica per dedicarsi alla professione di scrittore, nel 1939 si trasferì definitivamente a Parigi, preferendo, come disse egli stesso, “la Francia in guerra all’Irlanda in pace”. Lì si inserì nella vita culturale della Rive Gauche, stringendo illustri amicizie (con Joyce, Giacometti, Duchamp). Dal 1938 si legò sentimentalmente a Suzanne Deschevaux-Dumesnil, che fu sua compagna per tutta la vita. Insieme parteciparono alla resistenza parigina durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale. Beckett scrisse poesie, racconti, romanzi, opere teatrali, radiodrammi, divenendo uno dei più influenti autori del XX secolo e il più importante esponente del cosiddetto Teatro dell’assurdo. Nel 1969 ricevette il premio Nobel per la letteratura. Morì a Parigi il 22 dicembre 1989. Alcune opera: Murphy (1938); Watt (1945); Molloy (1951); Malone Dies (1951); Waiting for Godot (1953); The Unnamable (1953); Act Without Words I and II (1956); Endgame (1957); Krapp’s Last Tape (1958); Happy Days (1961); How it is (1961); Catastrophe (1982).
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae una delle scene principali di Waiting for Godot.