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Venosa – Ripartono per l’ennesima volta i lavori di restauro e consolidamento della chiesa di San Michele di Venosa, come preannunciato da una nota del MIBACT dell’8 Gennaio 2016. I lavori di edificazione della chiesa, con annessa la torre detta di Monsignore, iniziarono presumibilmente nel 1613, grazie ai fratelli Orazio e Marco Aurelio, della famiglia Giustiniani patrizi genovesi, originari dell’isola greca di Chio. La torre aveva poi assunto, nel corso degli anni, la funzione di residenza estiva del vescovo. In questi giorni si intensificano i lavori di miglioramento di questa chiesetta, che tutti si augurano che venga aperta a tutti.

Venosa chiesa di San Michele foto esterno
Venosa chiesa di San Michele foto esterno

Avvicinato lo scorso 16 maggio Giorgio Griesi, studente frequentante il liceo scientifico dell’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco”, sensibile alle problematiche che attanagliano Venosa, ha riferito:”Passando dal cortile della chiesa e vedendolo aperto, non ho potuto fare a meno di ammirare una bellissima parete con iscrizioni e una struttura che poteva somigliare ad un Battistero. La speranza è che questa perla che possediamo possa essere finalmente valorizzata e resa visitabile e che i lavori di restauro non terminino per l’ennesima volta con la chiusura e l’abbandono a se stessa della chiesa, come avvenuto nel passato.

Venosa la chiesetta di San Michele in via di completamento
Venosa la chiesetta di San Michele in via di completamento

La bellezza di questa architettura, che ha attirato noi ragazzi, potrebbe essere l’ennesima attrazione del nostro paese, non povero di monumenti che, se pubblicizzati adeguatamente potrebbero rappresentare una svolta dal punto di vista turistico della nostra città, che troppo spesso è stata sottovalutata o ignorata per la mancanza di un progetto di valorizzazione della stessa”. Tra l’altro, lo stesso Griesi ha segnalato al Ministero dei Beni Culturali ed Architettonici la situazione dell’Anfiteatro di Venosa, attraverso il progetto online bellezza@governo.it, in questo modo dovrebbero finanziare la riapertura di alcuni siti segnalati dai cittadini.