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Venosa – Presso la sala Cistercense del centro oraziano, sono stati festeggiati da 40, tra docenti e personale scolastico dell’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco”, il prof. Giuseppe Modugno, docente di Scienze della Terra e Biologia e Giovanna Pescuma, applicata di segreteria. In un clima conviviale, diverso da quello scolastico, tra un piatto ed alcuni balli, i due protagonisti, insieme ai colleghi, si sono divertiti. Il convivio di pensionamento è stato preparato dalla prof.Graziella Placido, che ha tracciato un quadro dei due prossimi “pensionati”. Del prof. Modugno ha recitato: “ Per l’elogio a Modugno Peppino chela Musami stia vicino.

A diffondere la scientifica cultura e un serio studio della natura da Lavello  s’è portato e gli studenti ha incantato. A fare scienza ci credeva, tutto se stesso ci metteva. Prof di profondi entusiasmi si spendeva senza risparmi. Il segreto della sua abilità: parlare del cielo con semplicità, la gioia della scoperta raccontare

e mai  stucchevole diventare. Biologia e astronomia per Peppino erano la colazione del mattino, per i ragazzi un gran divertimento, pure noi ne abbiamo tratto giovamento. Neutroni e stelle rotanti, avvicinava gli studenti tutti quanti.

Microscopi sempre in mano e provette: un novello Galileo l’avresti detto.

E’ rimasta impressa a chi l’ha conosciut la passione profusa a tutti piaciut.

“Uagliù, le domande sono grandi quanto l’universo, ma il piacer della scoperta non è perso. La terra è secca, il mare liquido, voi con l’impegno e il lavoro provvido contribuirete alla sua vivibilità coniugando l’efficienza con l’affettività. Come non si “dà terra “ senza emersione Non si dà prodotto senza coltivazione. E se la terra è or dimora di buoi,noi abbiamo l’universo, perché eroi.E se la terra è di furbi e mezze calzette,voi continuatela  a esplorar con le provette, perché, considerati del tutto irrilevanti, non sono estremamente preoccupanti. Badate ben , ragazzi, la felicità:

“un petalo di rosa, un’ape che si posa”, è tutta qua. “Messo t’ho innanzi:

ormai per te ti ciba”canta nel Paradiso padre Dante che ad illuminar le menti è un gigante.” Gli studenti allor apprendono la lezione, lesti ad osservar il mondo con passione. Questo il ritratto del prof. Modugno difensore della scienza con il pugno.

Il distacco dalla scuola da lui non è sofferto perché ha la natura per diletto.

Dei beni della terra gode a piene mani e non teme l’incauto dimani.

Ama le nuvole, il cielo e il grano e quanto negli altri c’è di umano.

(Peppì) Sono le persone migliori ad andare e per questo nella nostra memoria ritornare. Orsù i calici leviamo e alla sua salute  beviamo”. Della signora Pescuma ha riferito: “ Alla cara Pescuma Giovann attaccata al lavoro con affann, collane bracciali e profumo chanel or cogli il banchetto, non c’è di più bel. Da Andria trasferita a casa sua preferita, ben l’ha accolta l’Istitut per le sue doti risaput. Piccola di statura ma di “gentile aspetto”, or a qualcuno manca di rispetto. Sulle carte sempre china dalle otto di mattina. Nomine, congedi e emolumenti: non è roba per tutte le menti. Ben precisa e ordinata. E da questa allegra compagnia il futuro lieto ti sia”. Doveva essere festeggiato anche il prof. Angelo Labella di Filosofia, assente per motivi di salute. A lui gli auguri di un…sereno pensionamento.

Lorenzo Zolfo