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In foto i relatori e gli studenti
In foto i relatori e gli studenti

Venosa, 2014-01-03 – Durante un’assemblea di istituto, alcuni giorni prima delle festività natalizie, l’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco”, ha invitato una giovane regista, Valeria Castellano, calabrese, per informare gli studenti, attraverso un documentario,dal titolo: “Nero d’Italia”, sulle estrazioni petrolifere in Val D’Agri e le sue conseguenze. A collaborare con la regista calabrese, il giornalista Cosimo Folina di spinazzola e l’associazione “Futura” di Venosa con la sua rappresentante Marialaura Garripoli, che ha aperto il dibattito: “capisco che la tematica è molto difficile. Ho lasciato la Basilicata per motivi di studio, ma sono ritornata. La nostra terra viene continuamente trivellata e sfruttata.

Molte volte le notizie si vengono a saperle di traverso, in modo sibillino, soprattutto quando in campo c’è la salute”. Valeria Castellano, vive a Milano da 10 anni, ma ama la sua terra d’origine, ha aggiunto: “dalla scuola ho recepito messaggi, ideali da portare avanti e difenderli. E’ in gioco la nostra vita e la propria terra. Senza informazione e cultura, si rimane indietro.

Della Basilicata non conoscevo niente. Questo documentario è nato per caso, per la scuola dovevo fare un servizio della durata di 10 minuti e decisi di andare in Val D’Agri ad intervistare gente sul petrolio. Questo documentario lo porto in giro per l’Italia  per far capire le problematiche che si vivono attorno al petrolio. Voi giovani avete un ruolo importante, osservate bene il vostro territorio e se viene solamente sfruttato per trarre profitto, ribellatevi. In Val D’Agri l’estrazione del petrolio viene fatto con modalità sbagliate e metodi superati. Questo documentario serve a combattere la rassegnazione.  Una storia tutta italiana che in pochi conoscono.

E’ un viaggio nelle valli del petrolio, il racconto delle storie di chi vive all’ombra delle trivelle.  In Basilicata si produce l’80% dell’oro nero italiano. È la regione che paga il prezzo più alto di un sistema che fa dell’Italia un paradiso fiscale per le trivelle. Le tasse sono tra le più basse al mondo e, grazie a un sistema di esenzioni, molti riescono pure a non pagarle.

Qui capita che gli animali muoiano senza un’apparente ragione; che dopo anni si scopra che qualcuno ha nascosto rifiuti industriali tossici nelle terre coltivate; che i dati sull’inquinamento siano tenuti nascosti.  Nero d’Italia è un viaggio nelle valli del petrolio. Non è solo un’inchiesta giornalistica. È una fotografia. Il tentativo di far rivivere, attraverso parole, immagini e musica, le storie di chi vive all’ombra delle trivelle. 

Un reportage d’impatto sul problema ambientale e sociale del petrolio in Basilicata. Un’analisi terribilmente realista sulla convivenza forzata tra i pozzi petroliferi dell’Eni e le famiglie che sono costrette a vivere a pochi metri di distanza. E’ la Val d’Agri, cuore ferito di una Lucania mai così vicina e troppo spesso dimenticata”. Il giornalista Cosimo Folina ha chiuso gli interventi: “vi siete mai chiesti perché dalle nostre parti vogliono sondare e cambiare il territorio con pale eoliche, petrolio, discariche e centrali?

Ve lo dico io, per toglierci l’aria, la speranza ed il futuro! Dove si deturpa un territorio si nasconde qualcosa di illecito. Non c’è peggior crimine quella fatta per una giusta causa, come quella del petrolio! Questo documentario è stato consegnato alla commissione parlamentare d’inchiesta in visita a Viggiano. La vulnerabilità dei principi è stto gli occhi di tutti.

Chi ammorba l’aria, commette un crimine!”. Soddisfatti i due rappresentanti di istituto, Raffaele Finizio e Nicola Tamburriello di questa mattinata: “ è stata l’assemblea di istituto più interessante fatta finora, abbiamo toccato con mano, il nostro territorio, troppo spesso contaminato per trarre solo profitti personali”.

Lorenzo Zolfo