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Venosa, 2012-11-04 – Recentemente, nel clima festoso e prodigo di iniziative che caratterizzano le serate estive di ogni dove, a Venosa si è trovato spazio per premiare gli atleti vulturini ed alcuni personaggi di spicco del panorama sportivo lucano: tutti meritevoli della pubblica attenzione ricevuta a seguito dei risultati conseguiti quest’anno nei rispettivi ambiti disciplinari.

Peccato che alla cerimonia non si sia trovato un posto anche a Marco Emilio Gai che da qualche anno pratica atletica leggera con la Scotellaro Matera a livelli encomiabili; a meno che il giovanotto della città di Orazio non abbia sua sponte declinato l’invito o, peggio ancora, urtato una qualche altrui sensibilità (cose che – conoscendolo – esulano dalla sua educata compostezza).

Altrimenti appare incomprensibile come ciò possa essere accaduto, in quanto Marco nel corso dell’anno si è espresso ai massimi livelli nazionali (nell’inverno 6° ai campionati italiani indoor nei 400 mt; in primavera si è laureto campione nazionale universitario sui 200 mt – 2° nei 100 e 3° con la 4×400 mt -, in estate 6° nei campionati assoluti su pista nel mezzo giro di pista; senza contare che ha portato il primato lucano dei 200 ad un pelo dai livelli internazionali e si è avvicinato di un paio di centesimi a quello dei 100 metri). Eppure più di una volta alla TV nazionale, nelle gare di prim’ordine trasmesse dalla RAI e alle quali Gai ha partecipato, l’esperto telecronista si è spesso soffermato sui significativi progressi del “ragazzo di Basilicata”.

“Come è possibile-riferisce Antonio Elettrico, uno degli allenatori della Scotellaro Matera- che una tra le più numerose comunità lucane, la quale al pari delle altre si è sempre mostrata attenta e orgogliosa per i propri giovani che si “fanno onore” fuori dalle mura di casa, non se ne sia accorta. La (probabile) amnesia dei promotori dell’iniziativa locale è di sicuro un peccato veniale ma, purtroppo, ha coinvolto degli sportivi praticanti; i quali – educati a misurare e rispettare il valore degli altri in ragione della prima regola basica del fare-play – (immagino) non avranno molto apprezzato un premio che, nel riconoscere i loro meriti, ha esaltato maggiormente le qualità extrasportive possedute. Si spera che tra i criteri di valutazione non abbia prevalso la simpatia, la quale per natura è irrazionale e soggettiva e, come tale, sempre opinabile e aleatoria”.

Lorenzo Zolfo

La foto ritrae Marco Gai vittorioso in una gara disputata proprio a Venosa lo scorso mese di luglio.