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attività mare
Giovani studenti I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco” di Venosa

Venosa, Portato a termine il progetto: “Scuola del Mare e della Vela” dall’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco” di Venosa presso il Circolo Velico Lucano.Una esperienza del mare e della vela che si ripete ogni anno con l’obiettivo di sviluppare nei giovani studenti lo spirito di cooperazione e autodisciplina, sollecitando nello stesso tempo le capacità di scelte autonome ed il senso di responsabilità, al fine di contribuire alla formazione del loro carattere, per mezzo di attività ludico-sportive svolte all’aria aperta. Appropriazione della tecnica dello sport velico. Educazione alla solidarietà, all’amore e al rispetto di sé, degli altri, dell’ambiente in cui si vive ed osservanza delle regole marinare. Acquisizione di conoscenze e abilità, base di future professionalità. Anche gli alunni più timidi e timorosi sono scesi in acqua, apprendendo le tecniche della vela e della canoa. 74 gli studenti che hanno preso parte alle attività di Vela, Canoa,mountain-bike,beach-volley, orienteering ed equitazione. Ad accogliere la comitiva di Venosa, accompagnata dai docenti, Concettina Caselle, Paolo Sivilia, Donato Summa e Leonardo Papa, Sigismondi Mangialardi, gestore del Circolo Velico Lucano: da 40 anni che divulgo ad associazioni, scuole e circoli attività del mare.

Spinto da passione, quella del mare, già in voga nel nostro territorio 1500 anni a.C. Attiviamo progetti filosofiche, olimpiche per recuperare e valorizzare il nostro ricco patrimonio della Magna Grecia. Policoro da anni che cerca di trasmettere ai ragazzi un modello di vita fatto di cultura, enogastronomia e conoscenza delle tecniche del mare”. Entusiasti gli alunni. Chiara Duino della 1^ A Liceo Classico: “ un’esperienza indimenticabile, a contatto col mare e la natura. La vela e l’equitazione mi hanno arricchito. E’ stata una condivisione di esperienze tra persone che non si conoscono”. Giordano Mariniello della classe 3^ B Scientifico ha aggiunto: “un’esperienza formativa che ha permesso di apprendere attività che non si svolgono nel nostro territorio. E’ stato bello vedere compagni cimentarsi in sport acquatici, come la canoa, dove davano il meglio di sé per evitare contatti con altre canoe”.