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Venosa lo studente Finizio del Flacco chiede a Grillo un sostegno in Parlamento per la scuola pubblica
Venosa lo studente Finizio del Flacco chiede a Grillo un sostegno in Parlamento per la scuola pubblica

Venosa-Melfi, 2013-11-15 – Mobilitazione studentesca anche nel Vulture-Melfese per protestare contro i tagli alla scuola pubblica perpetrata dal Governo. Nella cittadina oraziana gli studenti dell’Battaglini e dell’Orazio Flacco, hanno approfittato dell’arrivo a Venosa del leader del M5S, Beppe Grillo, per esternare il proprio disappunto in cui versa la scuola pubblica. E’ intervenuto il rappresentante del consiglio di istituto, del Flacco Venosa, Raffaele Finizio, che rivolgendosi a Grillo, ha detto: “negli ultimi anni, noi studenti stiamo assistendo ad un fenomeno che provoca nei nostri animi non poco sconforto. Nella legge di stabilità, appena approvato dal Governo, abbiamo riscontrato delle anomalie, 220 milioni di euro date alle scuole paritarie e solo briciole a quelle pubbliche, che ogni anno sfornano le menti migliori per il Paese. C’è qualcuno che vuole privatizzare la cultura.

La scuola non viene tenuta in considerazione dai nostri governanti. Infatti,secondo le stime dell’OCSE, l’Italia negli ultimi anni ha speso soltanto il 4,8% del PIL per l’istruzione, mentre in altri Paesi del Nord-Europa l’investimento per la scuola supera il 60%. Questo impoverimento della scuola favorisce l’abbandono scolastico, fino all’Università e la fuga di cervelli all’estero. Continuando così potremo fare la fine della Grecia, dove ha chiuso l’importante università di Atene per gli scarsi fondi che arrivavano dallo Stato. Lo studio non deve essere un lusso per pochi. Dove sono finite tutte le promesse politiche di questa estate con il “decreto del fare”, che prevedevano maggiori investimenti per i giovani e la scuola?

Per uscire dalla crisi serve investire sull’istruzione pubblica. Lo Stato non ha soldi per la scuola pubblica? Una soluzione, la diamo noi studenti:basta con la politica di guerra condotta in modo sbagliato in questi ultimi 20 anni. Diciamo basta ai finanziamenti per mantenere i nostri avamposti nei teatri di guerra sparsi in tutto il mondo. Questa linea di austertà verso la scuola ci sta portando verso il baratro. Questo è il pensiero di una generazione che non resta muta, ma si confronta, purtroppo, con una politica sorda. Ci auguriamo che Lei possa fare chiarezza sulle nostre perplessità e che possa portare il nostro pensiero in Parlamento”.A Melfi la manifestazione studentesca di tutte le scuole superiori è scesa in piazza contro il decreto scuola. Cortei e manifestazioni al piazzale antistante agli istituti tecnici e scientifici.Hanno protestato con lo solgan “Si scrive scuola, si legge futuro”.

Lorenzo Zolfo