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Venosa (PZ) – La chiesa dell’Immacolata non ha potuto contenere le tante persone che hanno dato l’ultimo saluto a Giuseppe Orlando, improvvisamente scomparso due giorni fa. Collaboratore del Quotidiano della Basilicata, raccontava vicende di qualsiasi natura, senza remore e, soprattutto, riferite alla realtà.

Lascia un vuoto incolmabile. La chiesa, pur essendo grande, non ha potuto contenere la tanta gente presente, tanti provenienti anche dai centri limitrofi. Si è notata la presenza del Sindaco, Tommaso Gammone e di consiglieri regionali, tra questi Gianni Leggieri.

A celebrare la messa don Rocco Talucci, Vescovo Emerito, con la collaborazione di padre Pascal, amministratore della parrocchia Immacolata, don Dario Di Ciesco, don Felice Di Nardo e don Michele Cavallo.

Venosa Giuseppe Orlando
Venosa-Giuseppe Orlando

Nell’omelìa il Vescovo don Rocco Talucci ha detto: “la morte di Peppino ha destato stupore e sorpresa, nella luce della Fede mi piace ricordare il passo evangelico: “ siate pronti nell’ora in cui non ve l’aspettate sopraggiunge la morte”. Noi viviamo e moriamo per il Signore.

La nostra esistenza è contraddistinta da mete e scopi, ed abbiamo l’ansia per raggiungerli. Ma il Signore ci ricorda: cercate di raggiungerli, ma quando meno ve l’aspettate vi chiamerò. Peppino credeva in Dio, conosceva e custodiva con molta riservatezza la Parola di Dio.

Ha scritto di tutto, senza mai offendere nessuno, ma con l’obiettivo di condurre al bene. Se lo ricordiamo come il comunicatore di notizie, non è sufficiente, in quanto riusciva, in ogni suo scritto,a far passare anche una comunicazione evangelica, nel segno del giusto. Sia come giornalista, che come moderatore, voleva dare sempre l’ultima parola ad un intervento evangelico.

Spesso parlavo con lui di Dio e di Fede, questo riusciva a trasmetterlo nella famiglia e nel lavoro. Amava la sua città e la sua chiesa, era la classica persona perbene che amava lo sviluppo della sua città. Fede, città, famiglia, tre valori rispondenti alla vita quotidiana di Peppino.

Siamo nel periodo di Quaresima, mi rivolgo alla famiglia, a voi è richiesto un digiuno affettivo molto profondo ed un vuoto, che il Signore colmerà con la sua gioia.Peppino ha raggiunto la meta con il quale siamo stati creati, il Paradiso. Digiuno,preghiera e carità, sono valori, che ci rendono simili a Dio.

Sia questa l’eredità per la famiglia e per i figli”. Hanno preso la parola il nipote di Peppino, Pierpaolo Barbuzzi: “questa volta, caro zio, bisogna realizzare un reportage particolare ed esclusivo. A tutti è capitato di dover partire all’improvviso, se mai dimenticando lo spazzolino da denti o le chiavi di casa.

Nella fretta ci si dimentica di salutare qualcuno con la consapevolezza di tornare da lì a poco senza quindi dar peso alla cosa. Non ho dimenticato nulla, proprio nulla, ne sono certo. La memory card è formattata, la batteria carica, il grandangolo delle grandi occasioni tirato a lucido.

Bisogna realizzare un reportage speciale, di quelli che capitano una volta sola. Beh, un cronista lo sa bene, sono appuntamenti che non si possono mancare. In una calda sera di fine marzo, con un cielo terso e pieno di stelle, immobile guardo Venosa dalle colline di Montalbo.

Il posto é perfetto, la luce quella giusta, è il momento di iniziare non si può aspettare oltre. Da li Venosa è bellissima, il campanile della cattedrale illuminato è come un faro in un mare di bonaccia. Corrono le immagini dei vicoli pieni di gente, le processioni con la banda in testa, i bambini con il pallone ai piedi, le fiere,i mercati, le nenie della novena di Natale dell’alba di Don Dario. Non sfugge nulla agli occhi attenti di un cronista.

“È strano tutto d’un tratto è estate, tonda come un anguria , poi subito autunno con le foglie che volano e tornano a terra e ancora inverno con la pioggia e il calore del fuoco di una stufa sul viso”. Guardo il mio orologio ma non ha lancette, il tempo è lungo come un sospiro ..”Mi sento come un pozzo nelle cui acque il cielo lascia le stelle a dormire”. Cosa mi sta succedendo ? Sento tanti baci sulle mie guance, le mie mani sono calde. non sento più il peso delle mie scarpe. “La luce vola con le sue api

Lasciatemi solo con il giorno” Cenzí, sei già arrivato !? “Ora, come sempre, è il momento di andare”. “Ora, chiedo il permesso di nascere…” La figlia Ines ha aggiunto: “ Papà che brutto scherzo ci hai fatto.Mi auguro di portare avanti quello che hai fatto in questi ultimi tempi. La presenza di tanta gente è la testimonianza di quanti ti volevano bene. Da lassu’ aiutaci ad alleviare il nostro dolore”.

Il Vescovo Emerito don Rocco Talucci ha portato la benedizione anche del Vescovo della Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, padre Gianfranco Todisco.