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Venosa – Lo scorso 14 aprile presso l’ Istituto “Battaglini”, a cura dell’associazione Anti Stigma, presieduta dal prof. Michele Bigotti, c’è stata la presentazione di una raccolta di poesie, dal titolo: “L’angelo perso” di Michelina Sellitri, una ragazza, che aveva paura della paura, la paura di essere colta all’improvviso da attacchi cardiaci, la paura dell’abbandono, prematuramente scomparsa, ma attraverso la poesia, è stata riabilitata, svelandoci la sua verità. Alla presenza di un numeroso pubblico, costituito anche da persone con disagio, a fungere da coordinatrice, la psichiatra Antonella Dicorato, prima di presentare gli ospiti, ha detto: “ i familiari dell’associazione Anti Stigma non si rassegnano al fatto che le persone vengano valutate solo per l’aspetto esteriore.

La maggior parte dei presenti ha conosciuto Michelina per la sua malattia e non per le sue poesie, una parte di sé che spesso, forse, ha cercato di tenere fuori ignorandola o reprimendola. La scuola è il luogo ideale per promuovere l’educazione ed abbattere i pregiudizi. Con le colleghe Villonio e Giorgio, in collaborazione con i familiari, poniamo tanta attenzione alle problematiche sociali”.Hanno portato il loro contributo operatori del territorio, la dirigente scolastico del Battaglini prof.ssa Cardone (La presenza di tanta gente testimonia la vicinanza ai deboli, agli esclusi, ai disagiati. Non ho conosciuto Michelina, ho letto con molto interesse le sue poesie che affondano nel dolore della vita, in storie tormentate. La accomuna ad Alda Merini. Le poesie di Michelina saranno la testimonianza delle future generazioni”. Il prof. Michele Bigotti, dell’associazione Anti-Stigma ha aggiunto: “mi auguro che presto Venosa diventi presto polo di una cultura associazionistica, attualmente carente. Ringrazio l’ASP nella persona del direttore provinciale dott. Giuseppe Cugno, che ha condiviso da subito una delle finalità della nostra associazione, il disagio. Un grazie a Nicla Marangelli e Nicola Ditommaso per il loro contributo dato nella stesura del libro.A Giovanni Caressa grafico della copertina. All Banca Popolare di Bari per il contributo e che permette di far conoscere le poesie di Michelina in tutte le case. Grazie a M.Cetrone, che ha curato il video ed ai tecnici del Battaglini per il loro supporto logistico”.Il dott. Giuseppe Cugno, direttore ASP ha sottolineato: “gli operatori sanitari di Venosa mi hanno raccontato del rapporto non proprio idilliaco che Michelina aveva con la sanità. Il malato è un portatore di diritti. L’etica della cura deve trovare fondamento in ogni persona. Se si recupera il concetto di persona, la medicina farà notevoli passi in avanti. Lo stigma è più facile condannarlo che condividerlo”.Il consigliere comunale Dott. Roberto Di Polito è intervenuto in duplice veste, portando i saluti di tutta l’Amministrazione comunale e poi come addetto ai lavori. “Svolgendo la professione di psicoterapeuta, ho dovuto imparare a volare per accompagnare tutti gli “angeli persi” che incontro verso un processo di cambiamento”, riferendosi a quanto bisogna essere attenti ai messaggi che chiunque vive il disagio ci invia. “Le parole di Michelina- ha aggiunto il Dott. Di Polito- sono un vero e proprio pugno nello stomaco”, riferendosi allo stigma della malattia mentale. “Noi tutti dobbiamo lavorare insieme affinchè si crei una rete che possa essere un reale riferimento per tutti coloro che vivono un disagio”.

Poi, parafrasando le parole di Michelina ha ancora sottolineato che “è evidente che la nostra società mostri i propri tentacoli con aghi velenosi verso chi vive un disagio. Bisogna tagliare tali aghi velenosi e trasformare quei tentacoli minacciosi in un caldo ed accogliente abbraccio. L’amministrazione comunale, si farà promotrice di un processo di integrazione tra tutti gli attori sociali in tema di disagio, dall’ASP a tutti le realtà che si occupano di tali tematiche su tutto il territorio, al fine di costruire una rete capace di prevenire e dare risposte alle svariate richieste”. Il dott. Michele Libutti, medico e scrittore di Rionero, ha delineato l’animo umano della persona: “solo quando le persone non ci sono più, riusciamo a volerli bene. Michelina è diventata subito una dei miei personaggi preferiti. Attraverso le sue poesie ci ha svelato la sua verità, le sue indignazioni verso un mondo ostile, accetta la sua sofferenza e nelle sue parole colgo una sorta di amnistia generale. Ora è diventata un messaggero di speranza che ha trovato la sua strada, quella di amare e di farsi amare”.La manifestazione è proseguita con intermezzi musicali della band del Battaglini, coordinata dal prof. Paolo Sivilia e con la lettura da parte degli studenti delle scuole superiori di Venosa dei versi raccolti nel libro presentato. I ragazzi hanno illustrato anche le proprie riflessioni rispetto a quanto scritto in quei versi. I momenti commoventi non sono mancati da quando la Dott.ssa Nicla Marangelli ( che ha ricordato che negli anni ’70 l’ex assessore Cantatore ebbe la geniale idea di costituire un centro di raccolta per bambini disagiati e sfortunati) ha voluto donare una candela alla madre di Michelina, raccontando un aneddoto nel quale la stessa Michelina avrebbe chiesto di tenere da parte quel dono per poi passarlo a riprendere. A seguire un messaggio di Clelia Teora, ex compagna di scuola della protagonista della serata, nonché dei versi del componimento intitolato “Il guardiano del faro” decantati dallo zio di Michelina. Il raggiungimento del momento di massima commozione c’è stato quando, la mamma Antonietta , ha letto una lettera in cui ha espresso tutte le proprie emozioni riguardo all’evento, portando un messaggio di ringraziamento a quanti hanno conosciuto Michelina, terminata tra le lacrime e la commozione generale.

Lorenzo Zolfo

Le foto riprendono momenti significativi della serata dedicata a Michelina Sellitri, prematuramente scomparsa ed autrice di poesie significative.

Allego una delle poesie scritte da Michelina Sellitri:

Ho bisogno d’amore. “Amami piccolo mondo ambiguo, ama i pori della mia pelle dai quali sprigiona tinta che oscura i colori.

Ama il mio volto che intristisce il sorriso delle anime innocenti.

Ama i miei piedi che calpestano quelle piccole fresche gocce di rugiada rannicchiata su un petalo di un fiore.

Ama i miei occhi che fissando il chiar del mattino, trasformo in penombra.

Ama la mia voce che da chi ascoltata fugge Venosa è così che mi fai sentire, non capiscono che io ho tanto bisogno d’amore”.