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L'Arcivescovo don Rocco Talucci incontra gli studenti di Venosa
L’Arcivescovo don Rocco Talucci incontra gli studenti di Venosa

Venosa, 2013-04-07 – Don Rocco Talucci, Arcivescovo della Diocesi di Brindisi ed Oria fino allo scorso mese di dicembre, è rientrato nella sua Venosa non per stare in convalescenza, ma per dare il suo contributo di esperienza  alla comunità oraziana. Nei giorni scorsi ha incontrato gli studenti dell’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco” e dell’istituto comprensivo “Venosa”. Don Rocco Talucci è stato Docente di Religione al Liceo Classico, prima di essere nominato Vescovo di Tursi-Lagonegro e successivamente Arcivescovo di Brindisi, il suo è stato un ritorno piacevole in una scuola, da sempre relegata in locali di fortuna, ma che da due anni finalmente è ubicata in una struttura costruita dalla provincia. Nell’aula magna ha incontrato gli studenti delle 2 e 3 liceo. Don Rocco attualmente copre la carica di componente della commissione C.E.I. per il Laicato. Rivolgendosi agli studenti liceali ha detto: “la mia visita al Liceo è legata alla festa di don Bosco. Ne avevo piacere per il mio insegnamento in questa scuola nella quale diversi docenti sono stati alunni, e per il significato educativo della figura di don Bosco. Una scuola umanistica, come il liceo classico, non può non coltivare queli valori fondamentali, destinati a suscitare vere virtù nel cuore dei giovani”. Prendendo spunto dall’insegnamento di don Bosco, l’Arcivescovo Talucci ha ricordato e commentato tre principi, adattandoli all’attualità: la gioia di vivere, il dovere dello studio e della pietà, fare il bene ai propri coetanei: “ la vita è dono e va vissuta con fiducia, con apertura a tutti i progressi possibili, senza mai sciuparla.

Va stimato il dovere dello studio, visto come impegno quotidiano di ricerca per una competenza professionale, e il dovere della pietà, cioè della preghiera e della fede per curare il rapporto verticale con Dio, oltre le cose che passano. L’aiuto ai coetanei è immediato, data la conoscenza reciproca.Ognuno sappia distogliere l’amico da smarrimenti e da rischi di strade sbagliate e sappia incoraggiare la via della virtù. La riflessione sul “carpe diem” in senso umano e cristiano fa dire che occorre cogliere ogni momento come occasione propizia per un bene, senza rimandare al domani, che può portare alla trascuratezza”. Don Rocco ha concluso l’incontro con un augurio: “ognuno di voi sia protagonista di bene”.

Lorenzo Zolfo