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Venosa, 2012-10-08 – La cittadina oraziana domenica 7 ottobre è stata presa d’assalto di centinaia e centinaia di turisti, vuoi per l’evento enogastronomico Aglianica Wine festival, vuoi per un turismo fai da te. Fin dalla mattinata, piazza Castello, il Museo Archeologico nazionale e l’Incompiuta, l’Abbazia della Trinità, sono stati presi d’assalto da questi graditi ospiti.

Come al solito, le Catacambe Ebraiche, aperte al pubblico 4 anni fa, ( costituiscono una preziosa miniera di storia antica, dove si entra in contatto con le sepolture e le iconografie del popolo ebraico. Una testimonianza di notevole interesse storico e archeologico del culto dei morti nell’antichità. Un patrimonio unico di attestazione funeraria ebraica nell’Italia meridionale. Un’importante documentazione epigrafica giudaica che copre l’arco di sei secoli. Un raro esempio d’integrazione tra cultura latina, ebraica e cristiana. Le catacombe ebraiche sono situate nella collina della Maddalena, appena fuori dall’abitato di Venosa) sono state impedite di visitarle, soprattutto a quei turisti fai da te, senza guida.

Singolare è la risposta ricevuta dal sig. Mario (detto Pomodoro), al botteghino del Castello, giunto da Matera con altre 8 persone: “per visitare le catacombe dovete fare una richiesta scritta, richiesta che va inoltrata alla Soprintendenza Regionale di Potenza”. Ecco il commento del sig. Mario, rimasto sorpreso: “vuol dire che per visitare le Catacombe devo ritornare a Venosa un altro giorno! Chissà quando verrà presa in visione la mia richiesta. E quanto mi costa visitare queste catacombe? Resto sorpreso.

A Matera non succede questo, tutti i siti archeologici sono visitabili subito”. Sulle catacombe, il comitato cittadino Venusiae 2.0, che ha chiesto l’immediata riapertura a tutti con una raccolta di firme di oltre 1200, dichiara attraverso il sito facebook: “Le dichiarazioni di stima e di condivisione della campagna per la Riapertura delle Catacombe Ebraiche” sono benvenute. Ma dalle istituzioni ci aspettiamo atti, delibere, determine, tempi definiti e certi di realizzazione di ciò che è stato programmato.

Il resto è aria fritta. Per esempio come fa la città di Venosa a sopportare che un progetto finanziato, con ditte e responsabili tecnici già individuati, con euro a disposizione fin da subito possa non andare avanti, essere sospeso. Come si fa con tanta disoccupazione in giro, con una fame di lavoro che hanno le imprese, come si fa a non sentire, in maniera responsabile, la necessità di spendere e portare a termine quanto prima i lavori? Se si aggiunge a questo che si sono accumulati già ritardi indicibili e non giustificabili la misura si fa colma! Di quale progetto si tratta? Un progetto che riguarda sempre le Catacome Ebraiche. E allora riapritele e concludiamo i lavori quanto prima!”.

Lorenzo Zolfo