CONDIVIDI

Venosa Mariella PetagineVenosa, 2013-10-14 – E’ già tutto pronto a Jesolo (Ve) la kermesse che ospiterà le prefinali nazionali di Miss Italia 2013. Le 188 ragazze che hanno primeggiato nelle 500 e passa selezioni regionali, tra queste anche la venosina 20enne Mariella Petagine, eletta miss Ragazza in Gambissima Luciano Barachini lo scorso 20 agosto alle finali regionali di Lagonegro, saranno giudicate da una commissione tecnica presieduta dal regista Saverio Marconi. Le prefinali si svolgeranno dal 14 al 17 ottobre. Le finali dal 18 al 27 ottobre. Il tiolo sarà assegnato la sera del 27 ottobre in diretta di LA7.

Un periodo davvero insolito – quello autunnale – per questa manifestazione, che di solito è stata sempre un classico di fine estate, dato che si concludeva al massimo ai primi di settembre. Ma anche Miss Italia ha dovuto fare i conti con la crisi, ivi compreso il dietrofront della Rai e le polemiche scaturite dalla dichiarazioni della presidente della Camera Boldrini. Delle 188 ragazze, passeranno il turno 42 ragazze che affiancheranno le altre 21 miss già promosse in finale. Mariella Petagine( mamma di Acerenza e papà di Ginestra)  studentessa universitaria di Venosa, frequenta l’Università Bocconi di Milano, già vincitrice della fascia Miss Cinema nel 2011, partecipò alla prefinali nazionali di Montecatini Terme.

Avvicinata, alla viglia di questa importante kermesse, ha detto: “ come due anni fa, anche quest’anno preparo la mia valigia per le prefinali di Miss Italia, e come allora parto con grande entusiasmo e speranze; ma ciò che trovo diverso rispetto al 2011 sono proprio io, infatti quest’anno mi sento più matura, più consapevole di me stessa e più donna. ribadisco inoltre la grande stima che ho sempre nutrito nei confronti di Miss Italia, il concorso di bellezza per eccellenza, e provo rammarico e non condivido assolutamente tutte le critiche che gli sono state mosse. detto ciò non posso far altro che attendere il risultato di queste fasi di selezione e farmi un grande in bocca al lupo”.

Lorenzo Zolfo