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Venosa – Lo scorso 27 marzo l’aula magna dell’istituto Padri Trinitari del centro oraziano era stato preso d’assalto da circa un centinaio di arbitri della sezione di Venosa, Matera e Moliterno, non per dirigere partite di calcio, ma per incontrare l’arbitro internazionale di serie A, Antonio Damato di Barletta. Ad accogliere il quarantenne arbitro Damato, insieme alla moglie, il presidente della sezione AIA di Venosa, Saverio Perrotta, il presidente del Comitato Regionale Arbitri, Michele Di Ciommo di Lavello e gli amministratori comunali, Luisa D’Urso e Vincenzo Pellegrino. Saverio Perrotta ha esordito dicendo: “ finalmente dopo 3 anni di inseguimento, è arrivato il nostro vicino di casa, Antonio Damato da Barletta. Questi incontri voluti dal presidente Nicchi, presidente nazionale dell’A.I.A. ci inorgogliscono e servono a far crescere, attraverso scambi di opinione, di vedute, di filmati, i nostri giovani arbitri di sezione. La presenza di tanti arbitri, alcuni provenienti dalle lontane sezioni di Matera e Moliterno vuole testimoniare la voglia non solo di conoscere un arbitro internazionale ma emularlo. Ringrazio Padre Angelo direttore dell’Istituto Padri Trinitari e l’operatore Gianni Soldano per la disponibilità dei locali concessi”. Presente per l’amministrazione comunale, l’avv. Luisa D’Urso, presidente del consiglio comunale: “porto i saluti del Sindaco Tamburriello e dell’assessore allo sport, Mongiovì, assente per motivi di salute. Da sempre lo sport è veicolo di educazione e di lotta alle devianze giovanili. Arbitri, voi siete gli interlocutori giusti per far rispettare le regole in questo gioco”. Vincenzo Pellegrino, consigliere comunale ed ex calciatore, ha aggiunto: “ un plauso alla sezione arbitri di Venosa per aver scelto questo luogo dove tanti giovani cercano di uscire da situazioni di disagio attraverso tanta educazione e rispetto di regole.Avrei voluto fare l’arbitro, ma per il carattere particolare ho rinunciato. Conosco tanti giovani arbitri di Venosa, li vedo più maturi, responsabili e pacati a dimostrazione che l’AIA di Venosa sta impartendo valori positivi. Il mio augurio è vedere un arbitro di Venosa in serie A”. Una rappresentanza di Calcio e di Judo dell’istituto Padri Trinitari, presentata dall’educatore Elefante ( durante l’anno partecipano a competizioni italiane), ha ricevuto dalla sezione arbitri di Venosa una divisa da arbitro, consegnata da Antonio Damato. Il presidente del C.R.A. Di Ciommo ha detto: “ questi incontri servono ad avere un contatto più umano e diretto con gli arbitri di serie A. Ho conosciuto Damato prima di arbitrareuna partita del Milan, nello spogliatoio,incontrandomi, mi riferì: tu sei il famoso Di Ciommo?”. E’ seguito un filmato sull’operato di arbitro di Damato. Prima di prendere la parola, Antonio Damato ha fatto vedere i falli di gioco e le simulazioni attraverso dei filmati, quello che fanno gli arbitri quando hanno incontri sezionali. Damato nel suo intervento seguito attentamente dai presenti ha dichiarato: “mi sono emozionato per le belle parole spese a mio favore. Avevo 16 anni quando mi avvicinai in questo mondo, il 30 marzo 1988 la mia prima partita. Nel 2006 debuttai in A, fino ad ora 89 partite ho arbitrato. Nell’ottobre del 2010, come arbitro internazionale, ho diretto Grecia-Lettonia, gara valida per le qualificazioni ad Euro 2012. Per diventare un buon arbitro ci vuole: corpo,cuore,mente,sacrificio, passione, rispetto della persona e delle regole. Ho sempre avuto questa passione, ricevendo elogi dai commissari di campo, sapendo subito distinguere un fallo da una simulazione. Non è facile comunque farsi rispettare da 22 giocatori. Facendo l’arbitro, come persona sono cresciuto, si acquisisce equilibrio e non ci si sente arroganti. La migliore soddisfazione è ricevere i complimenti anche dalla squadra che perde. Se si è sereni, la scalata diventa facile, le forzature non aiutano a crescere. L’arbitro deve scendere in campo tranquillo consapevole di quello che fa, gli errori sono fisiologici. Prima di prendere una decisione, consiglio di di fidarsi sempre della prima percezione. Il percorso per arrivare in serie A è stato lungo e difficile, ma alla fine con i sacrifici fatti, si provano tante emozioni e si raggiungono tante soddisfazioni”. Damato ha ricevuto in dono un gufo, simbolo di sapienza e saggezza. E’ stato premiato anche un giovanissimo arbitro Vito Guerra di 17 anni della sezione di Venosa, che esordirà in 3 categoria.
Lorenzo Zolfo