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Venosa-Praga ingresso Castello Sychrov
Venosa-Praga ingresso Castello Sychrov

Venosa, 2013-10-28 – Interessante viaggio di istruzione dell’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco” di Venosa. 49 studenti delle classi terminali di 3^ A+B+C accompagnati dai Docenti, le prof.sse Restaino e Caselle e Lorenzo Z., hanno visitato la città magica; la città dalle cento torri, la Parigi dell’est, così definita la capitale Ceca, 1.200.000 abitanti, che pur entrata a far parte dell’Unione Europea, continua ad avere una sua moneta (sarà questa la fortuna di questo Stato?).A cura dell’Agenzia per i Servizi Turistici, Easy Dream di Genzano di Lucania, il viaggio con arrivo e sistemazione presso l’Hotel Bridge ( un ringraziamento va all’alunno Raffaele Finizio che ha fatto da interprete in lingua inglese, l’italiano non è ancora ben radicato), è stato interessante e vario.1° giorno visita a Terezin, un capitolo tragico della storia europea, uno dei luoghi che testimonia la tragedia dell’occupazione nazista durante la II guerra Mondiale, una catastrofe umana che ha provocato milioni di vittime innocenti. In questo luogo è stato possibile visitare l’intero lager nazista, i ricordi personali di chi ha vissuto questa terribile esperienza e gli avvenimenti che vi hanno avuto luogo.

Il viaggio è continuato con la visita al Castello di Praga, la cattedrale di San Vito, la basilica di San Giorgio e la viuzza d’oro. Il 3° giorno, è stato visitato il ponte Carlo, uno dei simboli di eccellenza di Praga, un panoramicissimo ponte pedonale lungo 500 mt, in passato face parte delle opere difensive di Praga. Questo ponte è ingentilita e ravvivata da 30 statue e gruppi scultorei, contribuendo ad esaltare la magica atmosfera di Praga e gli splendidi scorci panoramici ed il Quartiere Ebraico, che insieme al complesso degli edifici d’uso laico e religioso e l’annesso cimitero, costituisce il ghetto ebraico, trasformato in una sorta di grande museo all’aperto. L’ultimo giorno di permanenza è stata la visita al castello di Sychrov,il top tra i castelli Boemi.Si trova abbastanza vicino a Praga e c’è l’autostrada. E’ molto imponente da fuori, ed i suoi salotti sono pieni di arredamento ed altre collezioni. La guida Monica e Machacek, una filippina trapiantata da 12 anni a Praga, hanno illustrato tutti i siti visitati.E lo tengono aperto tutto l’anno! La torre dell’orologio astronomico con i suoi eloquenti risvolti allegorici era il punto di ritrovo degli studenti, che hanno incontrato anche i coetanei dell’Istituto Battaglini di Venosa, anche loro in visita a Praga.

Non sono mancati momenti di divertimento per gli studenti.Il giudizio su quanto visto è stato positivo. I docenti Restaino e Caselle hanno riferito: “una città bella sia di giorno che di notte. I palazzi e le costruzioni, un po’ dappertutto mostrano belle forme architettoniche, armonie di proporzioni, ricerca di motivi ornamentali. I colori di questo periodo autunnale sono meravigliosi. Sorprendente, l’ottimo cibo di strada a prezzi popolari e molto gustoso. Siamo stati colpiti dai monumenti tardo gotico e in stile Liberty. Il cimitero ebraico molto suggestivo. Da sottolineare la cortesia e la disponibilità della guida Monica, messa a disposizione dall’agenzia viaggi di Genzano”. Gli studenti, gemelle, Angela e Rossella Di Cristo di 3^ A hanno aggiunto: “molto colpiti dalla pulizia delle strade, dai collegamenti veloci da una parte all’altra della città e dalle varie esibizioni di artisti nelle importanti piazze di Praga.

Toccante la visita a Terezin perché ci siamo immedesimati in quei poveri prigioneiri ebrei che vivenano in condizioni disumane”. F. Duino, I. Bevilacqua, M. Saponara e G.Cataldi di 3^ C hanno riferito: “una città magica e piena di attrazioni, abitata da moltissima gente di diversa nazionalità. Ovunque si può notare qualcosa di interessante, in un perfetto equilibrio tra gli edifici moderni e queli antichi. Il ponte Carlo ci ha colpito per l’atmosfera che si respirava”. A.Martinelli di 3^ A ha concluso i commenti: “una visita indimenticabile di una città che fino a pochi decenni fa era sotto dittatura. Il mangiare l’unica note dolente, per noi italiani abituati alla dieta mediterranea”.

Lorenzo Zolfo