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Venosa inizio del corteo  boreano
Venosa inizio del corteo boreano

Venosa – Il giorno dopo lo sgombero di Boreano e l’abbattimento delle baracche, con lo spostamento di solo 10 migranti, dei 20 presenti in questo periodo ( altri 30 sono impegnati in lavori nei campi lucani, pugliesi e campani) al campo allestito dalla Task-Force regionale, nell’ex cartiera di Venosa, a due km da Venosa, l’attenzione su questa problematica, non è stata ancora per niente ultimata, e si è spostata a Potenza, dove nella giornata del 29 luglio in Prefettura si è tenuto un incontro tra il Prefetto Vicario, Emilio Dario Sensi, il Questore di Potenza, Giuseppe Gualtieri, il Sindaco di Venosa, Tommaso Gammone, il vice Sindaco di Venosa, Alessandro Rocco Lettini ( nominato responsabile di questa problematica) ed i appresentanti nazionali dell’USB, Aboubakar Soumahoro e regionali, Giovanni Pio Congi dell’USB Lazio e Francesco Castelgrande e Rosalba Guglielmi della Basilicata.

La Regione Basilicata era presente dal responsabile della task-force, Pietro Simonetti. Nel corso dell’incontro l’USB ha espresso tutta la sua indignazione per la disumana operazione di sgombero delle baracche dei braccianti e per il mancato rispetto degli impegni precedentemente assunti dalla Regione Basilicata. “Si è fatto tanto rumore e clamore per accogliere solo nuovi dieci migranti, nel centro di accoglienza. E la prossima settimana che arriveranno altre centinaia di migranti, dove saranno sistemati? Visto che il centro della task-force può accogliere solo 102 migranti?” riferisce Francesco Castelgrande, segretario regionale dell’USB Basilicata. L’USB, precisando di non essere certo favorevole al mantenimento di ghetti, ha chiesto l’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti per fornire alloggi dignitosi ai lavoratori, ha anche richiesto il rispetto da parte dei datori di lavoro della erogazione del servizio di trasporti ed altri istituti, come previsto dal contratto provinciale.

L’USB ha posto inoltre la questione della attuale gestione del centro di accoglienza per braccianti stagionali a Venosa, che non fornisce adeguate condizioni in termini di vivibilità per i lavoratori. La Prefettura si è impegnata a riconvocare l’USB per un incontro in merito alla adesione dell’USB Basilicata al protocollo di intesa nazionale promosso dai ministeri delle Politiche Sociali, delle Politiche Agricole e dell’Interno. La Questura di Potenza ha accolto la richiesta dell’USB di incontri periodici per affrontare questioni relative ai permessi di soggiorno ed altre esigenze dei lavoratori.

Il Comune di Venosa ha accolto la richiesta dell’USB di partecipare al Coordinamento di monitoraggio sulla gestione del centro di accoglienza per gli stagionali. L’USB manterrà alta la mobilitazione e ha portato questi temi all’assemblea dei braccianti, che si è tenuto il 30 luglio presso la Chiesa Evangelica Metodista, in via Melfi a Venosa, dove alla presenza dei rappresentanti nazionali e regionali dell’USB, Aboubakar,Castelgrande, Guglielmi e Congi e dei migranti sono state decise alcune proposte sulla gestione del campo della task-force e sulla situazione abitativa dei migranti che resteranno una volta chiuso il campo ex cartiera. Dove abiteranno i migranti che si fermano a Venosa? E’ uscita questa proposta: “il Comune per tutte le questioni riguardanti i bisognosi deve emanare un bando per la ricerca di abitazioni libere e la sistemazione di chi non ha niente, dai migranti ai nullatenenti, per una loro degna sistemazione.

Solo in questo modo si fa integrazione”. Soumahoro,Castelgrande e Congi dell’USB Nazionale e regionali usciti soddisfatti da questo incontro: “gli ultimi dati rilevati dall’Istat sul problema abitativo di chi non ha un posto-casa sono preoccupanti, per cui non solo le istituzioni, ma anche i datori di lavoro devono farsi carico di questa situazione, così come previsto dai contratti territoriali di riferimento”. Prossimo incontro dopo l’8 agosto in Prefettura alla presenza del Prefetto.