CONDIVIDI

Venosa, 2012-10-01 – In tour turistico da Genova (in oltre 40 per la 1^ volta in Basilicata) per visitare Venosa, il Vulture,le Dolomiti Lucane (Castelmezzano e Pietrapertosa), il Metapontino e Matera. A Venosa, il gruppo ligure guidato dalla responsabile Luisa, ha scelto la cittadina oraziana come sede di pernottamento. A Venosa  è stato permesso di visitare solo l’Incompiuta (l’Abbazia della Trinità), il parco archeologico ed il Museo Archeologico Nazionale al Castello.Non è stato possibile visitare gli insediamenti di Notarchirico e naturalmente le Catacombe, nonostante che il direttore regionale alla Soprintendenza abbia sostenuto nei giorni scorsi: “possono essere visitate dietro regolare autorizzazione”. A giorni il comitato cittadino Venisiae 2.0 consegnerà oltre 1200 firme alle autorità competenti con l’obiettivo di far riaprire ufficialmente  le Catacombe. La comitiva genovese era accompagnata nelle visite dalla guida turistica, Enza dell’agenzia Minutiello che, a proposito delle catacombe, ha riferito: “fino a 2 anni fa riuscivamo a portare tanti gruppi alle Catacombe, adesso ci è stato riferito che non si possono visitare per motivi di sicurezza! E pensare che abbiamo richieste, che non possiamo esaudire, dalla Polonia e perfino dall’America per le sole Catacombe!”.

Le Catacombe, scoperte nel 1853 sulla collina della Maddalena, costituiscono una preziosa miniera di storia antica, che ti fanno entrare in contatto con le sepolture e le iconografie del popolo ebraico. Il sito testimonia, attraverso le epigrafi che vi sono state rinvenute, la presenza a Venosa tra il IV e il IX secolo d.C. di una consistente comunità ebraica, secondo alcuni più potente di quella presente a Roma.   La responsabile del gruppo ligure,Luisa, è stata più volte in Basilicata con altri gruppi e di questa piccola regione ha riferito: “La Basilicata ha tesori nascosti. Da tre anni  la sto scoprendo con gruppi sempre diversi che  ritornano a casa soddisfatti. Merita maggiore valorizzazione questa regione con interventi più capillari presso le agenzie, non è sufficiente essere presenti alla BIT di Milano o stampare brochure”.

Lorenzo Zolfo

Le foto riprendono un momento della visita del gruppo ligure a Venosa.