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Venosa (PZ) – Nei giorni scorsi all’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco” della cittadina oraziana si sono tenuti dei convegni di studi. Di rilievo l’intervento del prof.Ivano Dionigi, autore del saggio “Il presente non basta.

La lezione del latino”, che ha tenuto una conferenza proprio su questo tema in occasione del 31° Certamen Horatianum a cura dell’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco”. Il prof. Dionigi, presentato dalla dirigente scolastico, prof. mImma Carlomagno,alla presenza di numerosi docenti e studenti( tra questi Alfredo Tosques di III A Classico), provenienti da ogni parte del mondo ( era presenta anche uno studente americano, della Goergia) ha esordito dicendo: “non una lezione in cui il latino è stato spiegato, ma, al contrario, è stata proprio questa lingua a parlare e illuminare”.

Venosa, il prof. Dionigi
Venosa, il prof. Dionigi

L’attenzione di Dionigi si è focalizzata su tre aspetti di grande rilevanza e attualità: la parola, la politica e il tempo: “Proprio il latino, infatti, può e deve illuminarci sul vero significato delle parole, strumenti potentissimi, di cui però, in molti casi, abbiamo smarrito il vero significato, con inevitabili conseguenze negative; così, per riportare due sorprendenti ed illuminanti esempi del professor Dionigi, si scopre che la “competizione”, che quasi sempre è tanto spietata e violenta da divenire causa di gravi mali e arretratezza, dovrebbe essere invece un percorso comune da svolgersi insieme e in concordia e che il maestro (parola che deriva da “magis”, più) è più importante del ministro (da “minus”, meno)”.

Altro punto, di notevole interesse, sviluppato nella conferenza è stato quello della dignità della politica, malvista oggi a causa degli innumerevoli scandali, ma ritenuta dagli antichi necessaria, di vitale importanza e nobile tanto da ritenere come unico premio di un giusto governo un “locus in caelo” (un posto in cielo). Il tempo, il rapporto con il passato e la definizione di classico sono state le ultime tematiche del convegno; già i Romani affrontarono i primi due temi, comprendendo che ciò che chiamiamo presente appartiene in parte anche al passato e al futuro e intuendo la necessità di integrare ciò che è nuovo e diverso al preesistente.

“Purtroppo, al giorno d’oggi, invece, sembriamo tutti presi da un “delirio di tagliare le radici”, unito a una mancanza di interesse e curiosità per il diverso, che ci rendono inetti a comprendere realmente la nostra realtà e più facilmente asservibili al potere. Ma è proprio grazie ai classici, che sono tali la loro validità universale, sia nel passato sia nel presente, che continueranno ad esserci menti aperte, indipendenti e libere. Questa la lezione che il latino, attraverso il professor Dionigi, ci ha trasmesso oggi”.