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Venosa – Durante il 26° Certamen Horatianum, la prova di Latino, organizzato dall’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco”, che ha visto la partecipazione di oltre 130 scuole provenienti da tutta l’Italia ed alcune dall’estero, alcuni Docenti accompagnatori degli alunni, durante le ore libere, hanno approfittato per visitare non solo Venosa, città monumentale per eccellenza della Basilicata (il suo castello Pirro del Balzo ed il Museo archeologico Nazionale, la cattedrale di S.Andrea ed il parco archeologico col suo monumento di spicco, l’abbazia della Trinità, che sorse già in epoca paleocristiana sul luogo di un tempio pagano, e fu poi ampliata dai Benedettini), dove le guide erano composte da alunni del Liceo di Venosa, preparate appositamente per questo evento,ma anche alcuni centri limitrofi: Melfi, il Museo Archeologico Nazionale e le chiese rupestri di Santa Margherita e di Santa Lucia. Barile, il parco urbano delle cantine, che nel 1964 Pier paolo Pasolini girò alcune scene esterne del famoso film,Il Vangelo secondo Matteo. La visita è terminata a Ripacandida nella chiesa di San Donato, gemellato con la Basilica Superiore di Assisi, grazie ai suoi splendidi affreschi cinquecenteschi che descrivono la storia dell’Antico e Nuovo Testamento. I Docenti provenivano da Albano Laziale (prof.ssa Simona Pirozzi); da Grosseto (prof. Giuseppe De Luca); da Altamura (prof.ssa Claudia Mazzilli); Frosinone (prof. Petrucci);Viterbo (prof.ssa Enza Andriccioli) e da Cardito (Na) (prof. Voli). Il prof. De Luca da Grosseto,proveniente dal Liceo Classico Carducci-Ricasoli di Grosseto, ha riferito. “ È stata anche un’occasione unica per conoscere questa splendida zona del nord della Basilicata, contraddistinta da un verde paesaggio collinare che nulla ha da invidiare a quello dell’Irlanda, impreziosito però da monumenti e opere d’arte assolutamente unici, come il Castello di Melfi, le basiliche rupestri, le cantine di Barile, la chiesa di S. Donato a Ripacandida (oltre naturalmente ai monumenti presenti a Venosa stessa).Questo tour ci ha anche permesso di assaggiare l’Aglianico del Vulture in una cantina scavata nella roccia del paese albanese di Barile. Un’esperienza veramente unica e indimenticabile, che ci indurrà a tornare e a raccomandare ad amici e conoscenti la visita di questa regione così bella e ospitale. La prof.ssa Mazzilli da Altamura ha aggiunto: “ho un ricordo magico, quasi onirico, delle escursioni che abbiamo fatto, un ricordo che rimarrà lucido e fresco anche fra mille anni, perché le cose belle e semplici sono incorruttibili (come il buon vino, avrebbe detto Orazio, e io lo cito in onore della cantina di Barile). La prof.ssa Simona Pirazzi, romana, che insegna al Liceo Classico “Ugo Foscolo” di Albano Laziale, non era a conoscenza di questi luoghi, è rimasta sbalordita nel vedere un museo archeologico di Melfi così ben ricca di reperti, si è complimentata con la direttrice, la dott.ssa Rosanna Ciriello. “Le chiese rupestri di Melfi con l’immagine di Federico II mi hanno lasciata senza parole, come gli splendidi affreschi della chiesa di Ripacandida”. Sono ritornati a casa con del buon vino aglianico doc del Vulture.

Lorenzo Zolfo

Le foto riprendono il gruppo a Melfi, Barile (in una cantina), e Ripacandida.