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Venosa 6 giugno convegno su Luigi la VistaVenosa, 2013-06-05 – L’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco” riabilita Luigi La Vista. Il 6 giugno alle ore 9 nell’aula magna dell’istituto venosino illustri professori esalteranno la figura nobile di questo giovane innamorato della cultura, della filosofia e dell’arte, fu allievo di Francesco De Sanctis, che lo ebbe fra gli alunni più cari, vedendo in lui splendere la luce del genio e intravedendo il rinnovatore della cultura meridionale e forse anche italiana. Era nato a Venosa il 31 gennaio 1826. Come tutti i giovani della provincia meridionale, dopo essere passato per il seminario di Molfetta, da lui vissuto “come una prigione”, nel 1844 si diresse a Napoli per costruire il suo avvenire. La scuola del De Sanctis lo aprì ai valori civili e patriottici, sicché, essendo sceso con i suoi compagni e il maestro a lottare contro il re Ferdinando II, quando costui, nel maggio del 1848, ritirò la Costituzione, fatto prigioniero, fu fucilato il 15 di quel mese dai giannizzeri svizzeri. Assisteva alla sua morte il padre, il dottor Nicola La Vista, accorso anche lui a Napoli, a combattere accanto al figlio. Malato d’infinito e d’amore, nel senso mistico-filosofico del termine, Luigi La Vista ebbe tra i suoi autori preferiti Platone e il Goethe di Faust, Lamartine e Byron, soprattutto Pascal e Vauvenargues. Grande fascino emanano i suoi scritti, rimasti allo stato di frammenti, che lasciano solo supporre la grandezza cui era probabilmente votato. Alcuni suoi quaderni sarebbero stati pubblicati postumi, a cura di Pasquale Villari (Memorie e scritti, Firenze, Le Monnier, 1863); nel 1987, a cura di Antonio Vaccaro, sarebbe stato pubblicato il Diario (Venosa, Osanna). Si conoscono anche due racconti: Angelo e Abele, oltre che non poche liriche di occasione, tutte appartenenti alla preistoria di una produzione di più alto respiro, che non ci fu. Tra i suoi progetti rientrava una storia della letteratura italiana che, giusta gli insegnamenti del maestro De Sanctis, avrebbe dovuto avere un impianto storico-sociale. Ancor più interessane e consona al suo modo di sentire era, però, l’altro progetto, cui allude l’11 maggio 1848: una serie di martiri politici meridionali, a cominciare dal 1799. “Noi – scrisse nel suo Diario – raccoglieremo religiosamente tutto che di loro le tradizioni e i documenti tramandarono; […] fatti e pensieri di ciascuno cercheremo di armonizzare per modo che in esso lo scrittore spieghi il cittadino e il cittadino non arrossisca dello scrittore. Ancora ci studieremo di riannodare la biografia alla storia, l’uomo al tempo”. La Vista delineava così, attraverso gli altri, il proprio percorso etico-civile. Su quel percorso, quattro giorni dopo, avrebbe trovato la morte. Al convegno, patrocinato dall’amministrazione comunale e pro-loco, in collaborazione con la Biblioteca civica “Mons. Rocco Briscese”,dopo i saluti del dirigente scolastico, prof.ssa Mimma Carlomagno, del Sindaco Bruno Tamburriello e del presidente della pro-loco, Michele Duino, interverranno il prof. Giuseppe Pepe, Ispettore della P.I. Regione Basilicata; il prof. Fulvio Tessitore, Accademia dei Lincei-Università degli studi di Napoli;prof.ssa Francesca Rizzo-Università degli studi di Messina (per Luigi La Vista);dott. Santi Di Bella-Università degli studi di Messina (Retorica e letteratura in Luigi La Vista);prof. Luigi Martirano-Università degli studi di Basilicata ( Lineamenti per una storia d’Italia negli scritti di Luigi La Vista);prof. Giuseppe Cacciatori-Università degli studi di Napoli (storia e pensiero civile in Luigi La Vista). Ci sarà spazio anche per gli studenti del “Flacco” ( grazie al progetto portato avanti dalla prof.ssa di Folosofia, Bellusci) con la proiezione del cortometraggio: “Luigi La Vista, un martire infelice del Risorgimento”.

Lorenzo Zolfo