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La pala del Perdono realizzata dagli artisti aviglianesi- foto di Giuseppe Orlando
La pala del Perdono realizzata dagli artisti aviglianesi- foto di Giuseppe Orlando

Venosa, 2013-09-18 – La realizzazione della “Pala del Perdono” ad opera dagli artisti aviglianesi nel progetto” L’Immagini e il Suono” ha concluso le celebrazioni gesualdiane di domenica scorsa, 15 settembre. Nel cortile del castello aragonese Pirro del Balzo in Venosa, la Pro Loco di Avigliano ha realizzato il quadro plastico “Il Perdono di Gesualdo”, fedele riproduzione del dipinto del 1609, di 4, 81 metri di altezza per una base di 3,10 metri, opera del pittore fiorentino Giovanni Balducci detto il Cosci. La Pro Loco ringrazia tutti coloro che in maniera disinteressata hanno creato le condizioni per operare con entusiasmo, in particolare, gli artisti Luca Caricato e Giovanni Cafarelli per la loro collaborazione. La tela presenta in basso a sinistra il principe dei musici inginocchiato per chiedere perdono per un duplice assassinio. Il principe Carlo Gesualdo da Venosa rese delle importanti innovazioni in campo musicale mondiale e fu uno dei più importanti madrigalisti del tempo.

Esperti di storia della musica, come la dottoressa Giovanna d’Amato, lo paragonano al più noto compositore Giuseppe Verdi. Gesualdo, geniale e sensibile compose delle musiche meravigliose che hanno contribuito ad arricchire il patrimonio culturale italiano e ne hanno fatto uno dei precursori della musica moderna, ma nella Pala del Perdono è la figura più umile e remissiva. Viene accompagnato dallo zio cardinale, Carlo Borromeo canonizzato nel 1610, per chiedere perdono a Cristo giudicante con l’intercessione della Vergine Maria, San Francesco, San Michele, San Domenico, Santa Caterina e della Maddalena. La pala del perdono non è rivolta soltanto all’espiazione della pena di Carlo Gesualdo ma all’umanità intera; nel registro inferiore della tela figurano le fiamme del Purgatorio da cui gli angeli traggono al cielo le anime purificate. Al centro della pala è raffigurato il piccolo Alfonsino, nato dal secondo matrimonio con Eleonora d’Este e morto in tenera età nel 1600, e di fronte al Principe vi è la moglie Eleonora d’Este.

L’opera è stata voluta proprio da Carlo Gesualdo. Il suo animo sensibile era macerato da un suo macabro gesto. Scoprendosi tradito dalla prima moglie nonché cugina, Maria d’Avalos, il 16 ottobre 1590 il principe l’avvertì che sarebbe partito, insieme ad alcuni suoi servi, per una battuta di caccia nel bosco degli Astroni per due giorni, pianificando una vendetta nel minimo dettaglio. Nella notte fra martedì 16 e mercoledì 17 ottobre il principe colse in flagrante adulterio la moglie Maria e il suo amante Fabrizio Carafa, duca d’Andria e conte di Ruvo, nella camera da letto di Maria. Il principe non esitò a lavare l’onta del tradimento trucidandoli barbaramente.La Pro Loco di Avigliano ha accolto con entusiasmo la proposta di rappresentare dal vivo il dipinto Il Perdono di Gesualdo, avanzata dal Comitato scientifico per le celebrazioni di Carlo Gesualdo, principe di Venosa, nel quattrocentesimo anno della sua morte. Grazie a questo evento, finalmente, è stata esportata fuori da Avigliano l’importante manifestazione dei Quadri Plastici che si tiene ogni anno il 4 agosto.Un quadro plastico (sette metri l’impalcato), realizzato in tempi record, straordinario per le dimensioni, per il tempo impiegato per realizzarlo (9 giorni), perché non è stato fatto in agosto per l’appuntamento consueto dei Quadri Plastici di Avigliano, perché esce fuori dai confini aviglianesi. Straordinario perché si è perso il conto del numero di aperture al pubblico ed ogni volta c’era una marea di gente. Entusiasmante scommessa vinta e si ringrazia Cristiana Elena Iannelli per il suo prezioso contributo scientifico.

Lorenzo Zolfo