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VENOSA 3 DICEMBRE 2014. UNA CATENA UMANA LUNGHA OLTRE UN KM CON MILLE PERSONE HA UNITO I DISABILI ALLE PERSONE NORMALI NELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE PERSONE CON DISABILITA’. UN MERITO DELL’ISTITUTO DEI PADRI TRINITARI, CHE DA OLTRE 40 ANNI OPERA NELLA CITTADINA ORAZIANA.
Venosa la catena umanaVenosa – Nella cittadina oraziana un 3 dicembre speciale. E’ stato organizzato uno Special Olympics Italia- Mo Ball, vale a dire la giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, organizzato dall’Istituto Padri Trinitari di Venosa. Oltre un chilometro di Catena Umana, con circa mille persone, ha ricordato questa giornata a favore dei deboli e disagiati che hanno tutto il diritto di vivere come persone normali. Alla presenza del Sindaco, dott. Tommaso Gammone (vedi foto), degli operatori dell’istituto dei Padri Trinitari, del complesso bandistico “Banda senza problemi” dell’Istituto Padri Trinitari ( per tutto il percorso ha intonato brani ed in piazza Castello l’Inno di Mameli, cantato da tutti), degli operatori dei Beni Culturali e Patrimonio Monumentale id Venosa, della protezione civile, croce rossa italiana, “Il Filo di Arianna”,polizia municipale e scuole di ogni ordine e grado, è stata formata una lunghissima catena umana, partita dall’Istituto dei Padri Trinitari ed arrivata fino a Piazza Castello, dove lo spiker Enzo Lagala, operatore dei Padri Trinitari ha ringraziato tutti i convenuti: ” la cultura dell’accoglienza e della sensibilità a Venosa è viva, grazie anche alla presenza dei Padri Trinitari che da oltre 40 anni opera in questa città, portando un sollievo a persone con disabilità”. Il Sindaco Gammone ha aggiunto: “devo complimentarmi con gli operatori dell’Istituto Padri Trinitari che sanno mettere in pratica i tre motti:generosità,integrazione e partecipazione. Un merito spetta a padre Angelo Cipollone che garantisce la presenza a Venosa di persone disabili pienamente inserite nel tessuto sociale della città”. Padre Angelo Cipollone ha spiegato i motivi di questa giornata: ” la catena è costituita da tanti anelli, alcuni forti (persone normali) ed altri deboli (persone deboli ed indifesi), spetta a noi fortificarli e rinsaldarli questi anelli con l’accoglienza e la solidarietà”. Filippo Orlando, responsabile di questo evento ha chiuso gli interventi: ” i disabili,costituiscono un mondo particolare, è bello lavorare con loro per il loro pieno inserimento sociale. Hanno gli stessi diritti dei normodotati. Attraverso il gioco e lo sport siamo riusciti ad unire popolazione cittadina, scolastica ed associativa, creando una catena di relazioni umane e sociali”.