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Venosa parco notarchirico resti di un elefante
Venosa parco notarchirico resti di un elefante

Venosa – Io e mia moglie da Bologna dove viviamo siamo partiti per visitare oltre al Borgo questo bellissimo sito ricco di storia a 10 km da Venosa. La strada per arrivarci è meravigliosa e costeggia i più bei vigneti di Aglianico con il monte Vulture all’orizzonte.

La visita del parco Archeologico è solo su prenotazione. Il sito è di proprietà del Comune di Venosa ma le aperture e le visite sono gestite dalla Sovrintendenza per i Beni Culturali della Basilicata. Il parco è incustodito e le indicazioni per arrivare sono completamente assenti (nessun cartello stradale).

Dal 1979 anno della scoperta Il prefabbricato dove alloggiavano gli archeologi è in completo stato di abbandono sicuramente non una bella accoglienza per chi varca i cancelli per accedervi. All’interno i pannelli illustrativi sia in Italiano che in Inglese sono completamente scoloriti ed il tetto è pieno di buchi da cui piove all’interno.

Nello scavo in cui è posizionato lo scheletro di Elefante (probabilmente un area in cui l’uomo più di 300000 anni fa macellava gli animali) ci sono tre grossi funghi molto probabilmente dovuti all’enorme umidità che si viene a creare con le infiltrazioni.

Non credevamo ai nostri occhi: un sito di importanza archeologica internazionale non può essere tenuto in questo stato di abbandono e Notarchirico merita sicuramente una gestione più attenta e delle segnaletiche che permettano al turista di accedervi con facilità.