CONDIVIDI

Venosa – E’ Stefania De Carlo, del Liceo Classico “Q. Orazio Flacco” di Potenza, la vincitrice della XXVI edizione del Certamen Horatinanum, la gara di traduzione di un testo oraziano. Al secondo posto si è classificato Antonio Mancino, del liceo “Q.Orazio Flacco”. Terza, Gineva Buratti del “T.Tasso” di Roma. Quarta, Giuliana Capece, del “Q.Orazio Flacco” di Potenza. Quinta, Angela Francesca Giliberti, del “Socrate” di Bari. Per gli stranieri, 1° Antonio Cucu, di Porto (Portogallo); 2°, Gstach Jakob, di Vienna (Austria).Antonio Mancino originario di Forenza, frequenta la II C, avvicinato alla fine della premiazione ha riferito: “partecipare al Certamen è un’esperienza molto stimolante: ci si trova a confrontarsi con studenti che provengono dai migliori licei italiani. Per me si è trattato di una prova impegnativa, in quanto sentivo il peso delle aspettative di tutta la mia scuola. Pertanto è stato doppiamente gratificante ricevere questo premio e soprattutto l’abbraccio fraterno dei miei compagni, le congratulazioni degli insegnanti e del personale scolastico. È stata anche l’occasione per approfondire la conoscenza di Orazio il cui pensiero, come quello di tanti autori classici, esercita un indubbio fascino per la profondità e l’attualità della sua conoscenza dell’animo umano. Colgo l’occasione per ringraziare soprattutto la mia classe, II C, per il sostegno con cui mi ha supportato, quindi tutti gli altri studenti del Liceo che mi hanno sempre espresso la loro fiducia nell’esito.
Ringrazio inoltre la professoressa Sorrenti, nostra insegnante di Latino, il Preside, tutti i docenti del liceo e tutti coloro che si sono prodigati per la realizzazione di questo appuntamento. Vorrei anche dedicare un pensiero di gratitudine a chi ha pensato e progettato quest’evento per la prima volta, ormai 26 anni fa, riconoscendone la lungimiranza per il lustro che questa manifestazione continua a dare al nostro Liceo”.
Ecco il giudizio espresso dalla commissione tecnico-scientifica, presieduta dal prof. Paolo Fedeli, illustre latinista, Ordinario della cattedra di Letteratura Latina dell’Università di Bari e membro dell’Accademia dei Lincei:“Il candidato ha ben compreso i limiti e le peculiarità che il poeta venosino ha riconosciuto ai singoli generi letterari, distinguendone modi e toni espressivi. Con buona disinvoltura tale approccio teorico è reso sia con una traduzione misurata e coerente con il testo sia con un equilibrato riscontro, in sede di commento, con le applicazioni pratiche che la storia della letteratura ha di fatto registrato”
Il liceo classico di Venosa, che aveva come suo altro rappresentante Marco Bonifacio, che il giorno della prova compiva 18 anni, sempre della IIC, e per la sezione staccata di Lavello gli allievi Roberto Di Chicco e Angela Mancone, si è trattato di un risultato davvero storico, perché mai nessuno prima era risultato tra i vincitori.
Abbiamo chiesto alla prof.ssa Maria Teresa Sorrenti, docente di Latino e Greco del Liceo Classico di Venosa, incaricata alla preparazione dei candidati al Certamen per la sede di Venosa, nonché insegnante già dallo scorso anno scolastico di Latino di Antonio Mancino, di tracciarne un profilo.
“Antonio è un ragazzo molto serio, la cui preparazione, frutto di molte letture personali ben interiorizzate, va al di là degli standard scolastici. Già lo scorso anno scolastico avevo individuato in lui quel quid in più, che mi lasciava presagire un piazzamento onorevole, magari una menzione, al Certamen. Il secondo posto, conseguito su 125 partecipanti provenienti da tutta Italia, è di per sé eloquente e rende superfluo ogni commento sulla sua preparazione linguistica e letteraria in Latino.”
Quale metodologia ha seguito nella preparazione degli allievi che avrebbero poi partecipato al Certamen?
“All’inizio dell’anno scolastico ho consigliato loro la lettura integrale in italiano dell’opera di Orazio, perché, a mio avviso, solo così sarebbero penetrati nel mondo oraziano. Ed Antonio, da studente diligente qual è, ha letto tutto Orazio. Naturalmente, però, l’aspetto su cui si è più insistito è stata l’attività traduttiva, affinché gli allievi si impadronissero il più possibile del modus scribendi di Orazio. Gli allievi si sono cimentati nella traduzione e nell’analisi di parecchi brani tratti dai vari generi letterari trattati dal Venosino dagli Epodi alle Epistole. Io sono stata semplicemente una guida, perché Antonio ha lavorato molto anche autonomamente. E la sua carta vincente probabilmente è stata la sua forte motivazione.”
Lorenzo Zolfo
La foto ritrae Antonio Mancino col dirigente scolastico del Liceo Classico di Venosa, prof. Mario Lasala.