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Venosa – Nell’aula magna della scuola primaria Luigi La Vista il prossimo 18 aprile verrà presentato il libro: “Frutti Innocenti” dell’insegnante Loredana Licasale. Licasale è nata a Maratea (provincia di Potenza) nel 1969. È laureata in Lingue e Letterature straniere moderne presso l’Università degli Studi di Salerno, insegna nella scuola dove verrà presentato il libro. Ha sempre avuto una grande passione per la scrittura: questo racconto è la sua prima pubblicazione. Ecco la trama del libro: “Adele nasce in un paesino della Lucania, dove ai suoi vagiti farà eco il pianto di un’intera famiglia: sua madre, infatti, morirà subito dopo averla data alla luce. La piccola verrà cresciuta dai nonni e dagli zii, ma la sua vita sarà segnata da molteplici sofferenze e incontri che la faranno crescere in fretta. Il presente e il passato si rincorreranno per dare vita a una storia commovente e carica di emozioni”. Relatori: Prof. Pasquale Covella – Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo “Venosa II”; Prof. Lillino Covella – Attore.

La Segreteria organizzativa: LA Quadriga – Associazione Archeo-Culturale – Venosa Chiara Di Martino del Journal Books, Magazine d’informazione sull’editoria, ha fatto una recensione di questo libro: “Prendi un piccolo paese del Sud. Prendi una piccola donna con un universo frastagliato e incerto di familiari, di quei grandi nuclei che hanno fatto la storia del Mezzogiorno d’Italia dagli anni Cinquanta fino agli Ottanta. Prendi un segreto che la protagonista, Adele, porta con sé da quando era poco più di una bambina e poco meno di un’adolescente. Un nome e un soprannome, Adelina, che racchiudono due storie appartenenti alla stessa persona, cresciuta senza madre ma con una enorme varietà di surrogati più o meno riusciti. Tutto questo è “Frutti innocenti”, il primo libro di Loredana Licasale, che tesse una storia d’amore – di madre, di moglie, ma prima ancora di bimba verso il complesso cosmo che la circonda – che si dipana fino ad oggi, quando Adele è donna. Lo spunto è la morte della zia Rocchina, la donna che le ha fatto da madre, figura controversa e amata che la protagonista, nel corso degli anni, ha accantonato, invasa dalla paura di affrontare quello che si nasconde dietro la sua infanzia.

Un viaggio nella vita che da un piccolo centro, dietro il quale, benché innominato, non è difficile immaginare i vicoli stretti e caratteristici di Maratea (dove l’autrice è nata e vive), passa per Salerno e poi per la capitale. Una donna che a modo suo si scopre anche madre, è sicuramente moglie ma non ha perso la voglia che aveva da bambina di interrogarsi sulle cose, di comprenderle e di provare a superarle. È un viaggio nei ricordi, prima percorso in una direzione e poi in quella contraria. Una galleria di personaggi – alcuni buoni, alcuni meno, ma tutti delineati nella loro iperrealtà – descritti con parole crude eppure naturali, quasi come fossero nate per essere accostate.

Pagine delicate e periodi appassionati, dietro i quali si scorge una passione coltivata per le emozioni tradotte in romanzo. Molte cose non vengono dette, ma solo evocate. Eppure, tutto ciò che c’è dentro “Frutti innocenti” diventa quasi un acquerello nitidissimo dell’identità di una donna, dei suoi luoghi e dei personaggi con cui, per fortuna o nostro malgrado, ciascuno di noi è costretto a confrontarsi”.