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Venosa, 2013-10-11 – Un anno scolastico, dopo un mese dalla sua apertura, partita tra mobilitazioni, scioperi e proteste. Sono infatti sul piede di  guerra studenti. Anche a Venosa gli studenti delle scuola superiori, l’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco” con le sezioni del Classico, Scientifico e sede aggregata dell’Ipsia, il “Battaglini” ed il “C.D’Errico” di Palazzo San Gervasio, che comprende anche studenti di Spinazzola e Genzano, si sono dati appuntamento in piazza De Matha per protestare contro i tagli perpetrati alla scuola pubblica. Il corteo, partito da piazza Matha, ha fatto il giro della cittadina oraziana dove gli studenti al grido: “ la scuola pubblica non si tocca” hanno fatto sentire la propria protesta ai tanti cittadini di Venosa.

Raffaele Finizio dell’I.I.S.S. “Q.O.Flacco”, uno dei promotori di questa mobilitazione, rappresentante del consiglio di istituto, ha spiegato i motivi di questa protesta: “nonostante gli sforzi del Ministro della pubblica istruzione, Carrozza per migliorare la scuola attraverso finanziamenti, i fondi stanziati sono insufficienti per risanare i debiti della scuola pubblica. Mentre le scuole parificate hanno finanziamenti maggiori di quella pubbliche. Non è giusto e per questo motivo protestiamo .La nostra scuola, ben gestita dal dirigente scolastico, prof.ssa Mimma Carlomagno, inaugurata nel 2011, era in condizioni disastrose, porte che si chiudevano e non si riaprivano, guarnizioni che si scollavano, finestre per niente sicure, fino al punto che poteva entrare chiunque. Per fortuna adesso, su intervento anche del nuovo dirigente scolastico, è stata messa in sicurezza anche con l’utilizzo di telecamere. Chiediamo maggiori fondi  necessari al suo funzionamento, perché, a volte, troviamo difficoltà anche a fare fotocopie”.

Chiara Lovallo dell’I.S.S. Battaglini di Venosa ha aggiunto: “ Le risorse finora stanziate dal Governo per l’edilizia scolastica non sono bastate a placare gli animi di un mondo scolastico che da anni si sente penalizzato. A pagare siamo sempre noi studenti, nel bene e nel male”.Ecco il pensiero del dirigente scolastico dell’I.I.S. “C.D’Errico “ di Palazzo San Gervasio, prof. Michele Giammatteo sulla protesta studentesca: “i ragazzi già mi avevano messo al corrente di questa mobilitazione studentesca. In un momento particolare in cui il Governo cerca di farci uscire da una crisi in cui investe tanti settori, compresa la scuola, è preferibile un dialogo con assemblee e non proteste. Attraverso un dialogo si comprendono meglio i bisogni ed i disagi degli studenti,siamo ultimi nella lettura, solo attraverso una convergenza di tutte le componenti scolastiche si potrà acquisire maggiore credibilità”.

Lorenzo Zolfo