CONDIVIDI

10.386 firme contro il petrolio sono state consegnate ieri mattina in Regione Campania dal comitato “No al petrolio nel Vallo di Diano”. Un altro migliaio sono giunte “fuori tempo massimo” nella stessa giornata di ieri. E’ quanto dichiarato dal comitato “No al petrolio nel Vallo di Diano” che, tramite un comunicato stampa parla di “prodigioso risultato conseguito dagli attivisti che si oppongono al piano di trivellazioni di Shell Italia per la ricerca di petrolio nel posto probabilmente più sbagliato al mondo. Una richiesta di ricerca – continua il comunicato – che il colosso dell’estrazione di idrocarburi ha avuto il coraggio di formulare su 212 chilometri quadrati! Al loro interno, per la quasi totalità, aree ricadenti nel Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni. Zone ad alto valore ambientale protette dall’Unione Europea coi marchi Zps (Zona a protezione speciale) e Sic (Sito di interesse comunitario). Ed ancora: montagne e valli contrassegnate dal massimo rischio sismico e ricche di risorse idriche rese possibili dal fenomeno del carsismo che ha generato le grotte dell’Angelo a Pertosa e quelle di Morigerati! A questo scempio i Valdianesi hanno detto NO. Oltre 11mila persone si sono spontaneamente ribellate e c’hanno messo la faccia e la firma. Non semplici ed inflazionate petizioni online. No. 11Mila firme corredate da documento di identità poste nero su bianco e da ieri al vaglio dell’ente Regione di palazzo Santa Lucia a Napoli.

Questo straordinario ed inedito risultato è stato reso possibile da diversi fattori, tutti convergenti. La politica, che ha voluto tenere la barra dritta sull’orientamento dato al territorio, incompatibile con la devastante industria petrolifera. L’attivismo di questo comitato che, al contrario del fantomatico comitato per il sì, non ha smesso di argomentare, studiare, spiegare, divulgare. Ma soprattutto la consapevolezza della gente del Vallo di Diano che non ha creduto al bluff del petrolio anche “grazie” all’angosciante esempio di impoverimento di un territorio esistente dalla vicina Val D’Agri.

Un grazie va a tutte queste persone. E consentiteci – termina il comunicato – di fare una menzione particolare ai tanti universitari sparsi per l’Italia che hanno portato migliaia di firme di Valdianesi raccolte nelle sedi universitarie di Roma, Salerno, Napoli ed altre città dello Stivale. Sono loro la principale delle risorse su cui un territorio ricco di possibilità deve puntare per uno sviluppo ecosostenibile e duraturo nel tempo.Fonte: Ola