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Sondrio,2012-09-28 – Sono finiti in manette con l’accusa di rapina in concorso e sequestro di persona i presunti responsabili della rapina ai danni di una donna di 93 anni di Campascio, località svizzera poco oltre il confine, che durante il colpo nell’abitazione dell’anziana, lo scorso 10 settembre, hanno anche legato e imbavagliato proprio quest’ultima e la sua badante.

Gli arrestati sono Maurizio Latronico, classe 1987, nato e residente a Policoro e ora rinchiuso nel carcere di Matera, e il ventiduenne Antonio Conforti, nato a Policoro, ma residente a Perugia e ora rinchiuso nel carcere della città umbra. I due sono stati fermati a bordo di un’auto, in provincia di Perugia, dove erano in compagnia di un terzo uomo, con addosso ancora la refurtiva (vari orologi e monili in oro oltre a 2000 franchi) che è stata recuperata e già riconosciuta dalla vittima della rapina. Per il terzo uomo è scattata la denuncia a piede libero per ricettazione.

Latronico e Conforti sono i complici di colui che è stato ritenuto l’ideatore della rapina, Antonio Disanzo, classe 1986, nato anche lui a Policoro e residente a Villa di Tirano. Disanzo, già arrestato in Svizzera l’11 settembre, dunque il giorno dopo la rapina, è stato sottoposto martedì a fermo di Polizia giudiziaria anche per il pericolo di una sua eventuale fuga e si trova ora nel carcere di Sondrio. Disanzo, peraltro, conosce la badante dell’anziana vittima della rapina e in un primo momento si era pensato a un coinvolgimento proprio della badante nel colpo dei malviventi, ma allo stato attuale delle indagini sembra esclusa ogni responsabilità della donna.

Le indagini sono state condotte e hanno avuto successo grazie alla stretta collaborazione della Procura e della Polizia di Sondrio e della Procura e della Polizia del cantone dei Grigioni. Disanzo, infatti, era stato fermato già l’11 settembre in Svizzera e aveva subito confessato le sue responsabilità, negando però il coinvolgimento di complici nella rapina.

Le indagini, però, hanno accertato la presenza anche di Latronico e Conforti in un albergo vicino all’abitazione di Disanzo nel giorno della rapina e in quelli immediatamente precedenti; successive perquisizioni, condotte con la collaborazione anche delle Procure di Potenza e Matera nelle abitazioni dei due sospettati, hanno permesso agli agenti di trovare una pistola con matricola abrasa, repliche di altre pistole e alcune maschere di carnevale.

Nelle indagini condotte dalla Polizia italiana (tra cui l’ufficio di “collegamento” di Tirano) e da quella svizzera è stata importante anche l’acquisizione di immagini da alcune telecamere che hanno mostrato gli spostamenti dei sospettati sull’auto del Conforti in orari e luoghi compatibili con la loro partecipazione alla rapina a Campascio.

«Sono molto soddisfatto della soluzione del caso della rapina – ha spiegato ieri nel corso di una conferenza stampa il Questore di Sondrio Vincenzo Rossetto – anche perché frutto della collaborazione tra Procure e Polizie di Italia e Svizzera. La rapina ai danni dell’anziana donna è stata particolarmente odiosa, un caso come quello può destare preoccupazione sociale. Proprio per questo la cattura dei responsabili è stata particolarmente importante». Fonte: http://www.laprovinciadisondrio.it