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Milano, 2012-11-23 – Importante tesi di laurea discussa da una ragazza di Melfi, Elena Casorelli all’interfacoltà di Scienze Politiche e Lettere-Filosofia dell’Univeristà degli Studi di Milano. “Donato Michele Mazzeo e una comunità Italo-Albanese”  è il titolo della tesi  del corso di laurea triennale in Mediazione  Linguistica e Culturale.Oltre a varie altre di indirizzo albanologico, la Tesi in esame , Relatore il Chiarissimo Professore Marzio Porro, fra l’altro, Membro dell’Accademia della Crusca , a cura di Elena Casorelli ( residente in Lombardia , con genitori di Melfi e Barile)   riporta il seguente indice dei capitoli : Introduzione alle specificità etnico-linguistiche Arbereshe (Albanesi d’Italia, Legge nazionale  di Tutela n.482/99 )  della Basilicata e delle due aree alloglotte (a sud , San Costantino e San Paolo Albanese ; a nord del territorio lucano Barile, Ginestra, Maschito ). Gli albanesi e Scanderbeg , storia di un popolo , la vita a Barile nel Vulture, costumi, credenze popolari e tradizioni demologiche a Maschito e Ginestra.

Oltre che , con un’ampia biografia e bibliografia : Barile in Donato Michele Mazzeo , storia del convento Carmelitano, Nella seconda parte l’Arbereshe e l’Italiano nell’oasi albanofona del Vulture, gli Arbereshe in emigrazione in Europa e nel mondo, l’approccio dei giovani d’oggi con la lingua degli avi  del XV secolo ed il mito di Giorgio Kastriota detto Scanderbeg  a cui Antonio Vivaldi dedicò un’opera lirica rappresentata in vari teatri italiani, fra cui l’antica “La Pergola” di Firenze.  A Barile nel 1980 ,  si costituiva  – all’epoca come supplemento  della primaria Rivista “Katundi Yne” diretta da Demetrio Emmanuele  in Civita (Cosenza) – la redazione del giornale etnico “Basilicata -Comunità Arbereshe” con sede in Piazzetta Skanderbeg 5 . Fra i redattori del primo numero i sindaci pro-tempore delle comunità albanofone ( Oreste Di Nella per Maschito, Renato  Cittadini per Barile, Michele Di Noia per Ginestra, Annibale Formica per San Paolo e Nicola Chiaffitella per San Costantino) oltre che a vari docenti, scrittori, poeti regionali ed extra-regionali ( da Enza Scutari  e Nicola Scaldaferri, a Lucia Pandolfo, da Rosa Cardone ad Antonio Pescuma e Maria Giura-Trabocchetti , Rosa Scaringella, Angela Anastasia ) e vari altri , fra cui il Papàs Antonio Bellusci  di Frascineto , Donato Scutari , già parlamentare della Repubblica  e verace cultore della lingua di Skanderbeg.

Alla Rivista “Basilicata Arbereshe”  , come è iscritta autonomamente la testata giornalistica al Tribunale di Melfi  Registro Periodici 06/96 , si deve anche  l’organizzazione di incontri didattici  in collaborazione con i distretti scolastici 1 e 5 , seminari divulgativi, work-shops di raffronto  linguistico Skipetaro-Arbereshe , libri storiografici e convegni, in collaborazione con le Università degli Studi ( Albanologìa e Dialettologìa Arbereshe) della Calabria (Francesco Altimari)  Basilicata (Patrizia Del Puente), Puglia (Bari, papàs Giuseppe Ferrari)  Foggia ,Pinto Minerva , Napoli (L’Orientale,Italo C.Fortino) , Firenze ( gli studi di alto livello sulla fonologìa di Leonardo Maria Savoia)  , Roma. . Alla stessa Rivista , dal 2001 anche webzine  sui siti www.lucania.org , www.arbitalia.it , www.jemi.it , www.siderurgikatv.it , è collegata una serie di Quaderni di B.A. (oltre una trentina) di carattere monografico , con qualificati contributi di studiosi della branca etnico-antropologica  e storico-linguistica.

Lorenzo Zolfo

La foto ritrae la copertina della tesi discussa da Elena Casorelli.