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Libro Terranova“Terranova nel ‘900-Storia e ricordi” è il titolo del libro scritto da Pasquale Tufaro, docente di lettere in pensione che nel piccolo comune del Pollino ha ricoperto l’incarico di sindaco per quattro legislature (dal 1970 al 1980 e dal 1995 al 2004) oltre ad altri incarichi in seno ad enti sub-regionali. Il volume 304 pagine) edito da Archivia è arricchito da oltre 100 fotografie che documentano il percorso di questa comunità nel secolo scorso.Non è un volume di ricordi per il ruolo ricoperto, anzi il racconto riguarda il periodo che va dalla metà degli anni ’30 e termina alla fine degli anni ’60 e prende spunto dall’arrivo in quel di Terranova di un industriale boschivo di Cava dei Tirreni, Alfonso Siani. Per sfruttare la risorsa legno che garantirà lavoro occorre procedere ad interventi di modernizzazione, ad iniziare dalla realizzazione di una teleferica per il trasporto del legname dai luoghi montuosi dove avviene il taglio all’abitato da dove partiranno i camion alla volta delle varie località  nonché della stazione ferroviaria  di Nova Siri. “Da una descrizione della situazione esistente –scrive nella Prefazione il prof. Sandro Petriccione (già vice.presidente della Cassa per il Mezzogiorno negli anni ’70 e poi presidente della Fime)- parte il meritevole lavoro di Pasquale Tufaro, per molti anni sindaco, che  efficacemente mette in luce i problemi che si sono posti in un lungo periodo fino ad anni recenti. L’immagine di un paese isolato pur nella generale arretratezza del Mezzogiorno italiano rappresenta l’inizio della trattazione con i primi tentativi di sfruttare le scarsissime risorse locali; la teleferica per il trasporto del legname fino al paese e lo sviluppo dell’industria boschiva dal precursore don Alfonso Siani fino al cav. Rocco Izzi, mentre la principale occupazione era costituita dall’attività agricola e pastorale su terreni accidentati di montagna dove il prodotto era estremamente scarso”. Pagine scritte con stile agile ed asciutto dove trovano spazio anche i ricordi, sia quelli diretti e sia quelli ascoltati e raccolti  in una comunità che nonostante il fatto di vivere, nel secolo scorso, una condizione di isolamento, al referendum del  2 giugno 1946 scelse come forma istituzionale dello Stato la Repubblica (891 voti) piuttosto che la Monarchia (167 voti) a differenza di altri popolosi comuni lucani (Tolve, Tramutola, Vaglo, Venosa, Vietri, Viggiano,Satriano, Santarcangelo, etc) che premiarono quest’ultima.

In quei giorni Terranova riscopriva la sua anima profondamente democratica  e socialista. Tufaro rende visibile –tra l’altro- un passato ricco di personaggi (indicati quasi sempre con i nomignoli popolari), di attività economiche (soprattutto artigianali ed agro-pastorali), di rituali e di usanze locali che abbraccia un lungo arco di tempo sul quale, alzando il sipario, scrive l’autore nella Premessa, “ho voluto offrire alle future generazioni un contributo, teso a ravvivare la fiammella della memoria”.