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tesori di pugliaTaranto, 2013-02-07 – Dopo la presentazione del testo, “Tesori di Puglia” che si aggiunge ai due precedenti “Earth.La mia terra passeggiando in Apulia” e “Puglia terra di Primati” domani, per “I Venerdì Cultural di Presenza Lucana” Nello De Gregorio,presenterà, con ingresso libero, ore 18.30, nella sede di Via Veneto 106/A le foto contenute nel testo e che rappresentano venticinque siti archeologici pugliesi, compresi tutti quelli di Taranto. Una chicca che farà felici gli amanti dell’archeologia, della storia e dell’arte. In “ Puglia terra di Primati” l’autore si era soffermato sui centri storici pugliesi e sulla varietà degli stessi che fa della Puglia un unicum. In questi luoghi esiste un rapporto, sfruttamento dell’ambiente e modelli di vita, di un equilibrio meraviglioso. Con Tesori di Puglia De Gregorio completa, dal punto di vista storico, questo suo lungo viaggio attraverso un territorio che presenta un’altra caratteristica, rispetto ad altri luoghi, avendo avuto, nel periodo del pre-ingresso della colonia spartana, la presenza di quattro grandi etnie che hanno convissuto, nello stesso periodo, con momenti di grande splendore ed anche di difficoltà di rapporti: i Messapi, i Greci, i Peuceti e i Dauni.
Un capitolo che è stato maggiormente analizzato nel testo è quello legato alla città di Taranto (dal titolo: fra i tesori di Taras) con innumerevoli siti portati alla luce negli ultimi decenni e che ora vivono in uno stato di quasi abbandono. La nostra città è una delle poche organizzate sopra a un sepolcreto.

Ritornando sullo stesso luogo a distanza di pochi anni si ha la netta percezione dello stato di abbandono in cui vivono molti siti archeologici della nostra regione. Il monitoraggio fotografico dei siti dovrebbe coinvolgere anche i semplici appassionati della materia che hanno il dovere morale di segnalare, lo sfascio di un territorio così ricco di storia:
• Lì Castelli a 5 km da Manduria;
• Gli antichi fasti di Ria e un campo di calcetto costruito al posto di una necropoli sbancata;
• Gravina con le tombe a camera sulla collina di Botromagno in stato di completo abbandono.
Sono questi segnalati alcuni esempi di siti dove l’uomo ha finito di andarci da molti anni descritti da De Gregorio. Gli altri non sono certo ben curati.
Il libro, oltre ad essere un’opera ben curata storicamente e artisticamente, con descrizioni dettagliate dei luoghi visitati, è anche un’opera di denuncia forte per tutto quello che può essere fatto e che l’ignavia e l’ignoranza nascosta dietro un’immagine di non programmazione per mancanza di fondi attanaglia la pubblica Amministrazione in questo campo.

Tutta la cultura, nelle varie forme, deve essere conservata in uno scrigno per essere mostrata sempre e ben in evidenza alle nuove generazioni.
Cancellare il passato, come accade per i siti archeologici segnalati nel testo, senza una programmazione vuol dire non avere futuro.
L’ingresso alla proiezione è libero.
Continua il tesseramento all’Associazone Presenza Lucana Venerdì ore 18.30. Per informazioni su modalità di iscrizioni tel. 099.7384301 – 338.4945141.

Art. Michele Santoro