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autobotti-petrolioPotenza, 2014-06-23 – La Ola, Organizzazione lucana ambientalista rende noto che il “il TAR Basilicata ha riconosciuto infondato, rigettandolo, il ricorso di ENI contro l’Ordinanza sindacale del Comune di Viggiano n.5 del 22/1/2000″, che intimava alla compagnia petrolifera l’intervento e la bonifica del sito poi attuato dal comune di Viggiano“, nonostante il TAR affermi nella stessa sentenza che la” bonifica dei siti inquinati debbano provvedere i reali responsabili della condizione di inquinamento per cui, come anche emerge dalla giurisprudenza formatasi in tema abbandono dei rifiuti!. Eni sull’episodio si è sempre dichiarata estranea ai fatti che hanno portato alla situazione di inquinamento descritta nel provvedimento sindacale recante “l’ordine di disinquinamento e risanamento ambientale per grave sversamento di petrolio“. I fatti risalgono al 2001, 13 anni fa. Lo si apprende sempre dalla lettura della sentenza del TAR Basilicata.

Il 21 gennaio alle ore 9.00 circa, si verificava un grave incidente stradale lungo la strada provinciale n.54, al km. 1,600 che vedeva coinvolte due autocisterne che trasportavano petrolio greggio dal pozzo petrolifero Monte Enoc alla raffineria AGIP di Taranto. In particolare, nello scendere a pieno carico da monte a valle, una autocisterna si scontrava con un’altra autocisterna che procedeva in senso inverso, risalendo da valle a monte. In conseguenza dell’urto, nel quale perdeva la vita il conducente della prima autocisterna si verificava la dispersione di circa 25.000 litri di petrolio greggio sull’asfalto e nel terreno circostante, con infiltrazione in un pozzo di acqua sorgiva e con compromissione della relativa falda di cui solo dalla sentenza del TAR n.400 del 21 Giugno scorso si apprende la notizia.

Eni ha impugnato l’ordinanza sindacale dopo una “rocambolesca” ricerca dei soggetti destinatari della notifica dell’ordinanza sindacale. Dettagli di cui il TAR ne rileva i particolari nella sentenza n.440 del 21/6/2014. Sempre secondo ENI inoltre il sindaco di Viggiano “era incompetente ad adottare l’ordinanza impugnata in base alla giurisprudenza”

La sentenza del TAR invece imputa ad ENI SpA la responsabilità riconducibile ad AGIP in quanto “unici soggetti cui potrebbe ascriversi la responsabilità per l’incidente” considerato che “il petrolio sversato era di proprietà dell’AGIP e veniva trasportato dal pozzo sito in Val d’Agri alla Raffineria AGIP di Taranto. Oltretutto, si aggiunge, il rapporto fra l’AGIP e il Superconsorzio Trasporti Lucani (del quale facevano parte i mezzi coinvolti nel sinistro del 21/1/00) era dettagliatamente disciplinato da un accordo con relative condizioni generali che prevedeva che il vettore avrebbe risposto in proprio di qualsiasi perdita, mancanza o alterazione della merce trasportata e di qualsiasi danno e spesa che possa arrecare a cose e/o persone oltre che durante il viaggio anche durante lo scarico presso il destinatario della merce (art. 8)”.

Sulle operazioni di bonifica nel 2013 la Regione Basilicata ha concesso al comune di Viggiano le anticipazioni delle spese pari a circa 20mila euro per la rimozione dei teli e di tombatura dei piezometri posizionati per monitorare l’inquinamento. Sulla questione i cittadini di località San Martino di Viggiano attendono ancora il risarcimento dei danni pure richiesti.Fonte: OLA

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