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Tahar Ben JellounPotenza – La Repubblica, Corriere della Sera, L’Espresso: sono le prime autorevoli testate nazionali che in questi giorni stanno raccontando la Basilicata e Matera attraverso gli occhi di Tahar Ben Jelloun, lo scrittore franco-marocchino ospite dell’Apt Basilicata a Matera a febbraio, in collaborazione con La Milanesiana.

Una collaborazione con il festival di letteratura, musica, cinema, scienza, arte, filosofia e teatro ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi, in programma a Milano dal 22 giugno al 12 luglio 2017, che si rinnova anche quest’anno e che porta a raccontare la Basilicata attraverso gli occhi di prestigiosi autori mondiali.

Dopo Michael Cunningham nel 2016, l’iniziativa ha dunque condotto quest’anno a Matera Tahar Ben Jelloun, il quale racconterà il suo incontro con la Città dei Sassi durante la kermesse milanese, incontro che sta già dando i primi concreti risultati sulla grande stampa nazionale.
“Matera è una sinfonia. – scrive Ben Jelloun su La Repubblica di oggi –

Bisogna tendere l’orecchio per sentirla. Un’armonia che deriva più dal caso che dalla mano dell’uomo. Caso o forza della natura, potenza della roccia. Scolpita nella pietra, nella dura roccia, nel sogno di uomini e donne che si nascondevano lì per amarsi. Alcuni per pregare, implorare il cielo di essere indulgente con quella gente umile le cui case, spesso modeste, sono le une sulle altre. Altri peri rievocare il passato, una memoria carica di storia e di sconvolgimenti”.

“Nell’incontro con la Città dei Sassi – ha scritto il direttore generale dell’Apt, Mariano Schiavone, nell’introduzione al catalogo La mia Matera dello scrittore e artista Premio Goncourt per la letteratura nel 1987 – Jelloun avrà forse risentito l’emozione di Pier Paolo Pasolini, che qui ritrovò il proprio «villaggio vivente nella memoria», i luoghi e i volti del suo “Vangelo secondo Matteo” che in Palestina erano andati perduti.

Luoghi e volti tradotti da Jelloun in quella specialissima poesia visiva che incrocia segni e simboli di mondi solo apparentemente distanti – Fès, Tangeri, Rabat, Parigi, Matera – consegnati in un’opera di risignificazione originale e imprevista, filtrata dalla sensibilità non comune di un intellettuale e giornalista impegnato, voce fra le più autorevoli e originali della letteratura contemporanea, capace di utilizzare con eguale intensità molteplici linguaggi e forme espressive”.

“Matera che oggi mi fa venir voglia di disegnare, – continua lo scrittore – di dipingere, di mettere colore là dove la pietra ha un unico colore. Ho voluto vestire questa città unica di sogni dai colori vivaci, colori che ho immaginato e disposto come un vestito sulle spalle di una sposa”.