Lieve scossa di terremoto nel parco delle dolomiti lucane

marzo 12, 2012 in Provincia Matera

Una lieve scossa di terremoto di magnitudo 2.7 e’ stata registrata alle ore  3:10 nel centro della Basilicata, tra le province di Potenza e Matera. Secondo i rilievi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), la scossa ha avuto ipocentro a 28,4 km di profondita’ ed epicentro in prossimita’ dei comuni potentini di Campomaggiore, Castelmezzano, Corleto Perticara e Pietrapertosa, e quello materano di Accettura. Non si registrano danni a persone o cose.

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Ancora un brutto incidente sulla Ginestra-Barile

gennaio 21, 2012 in Cronaca, Provincia Potenza

Strada ginestra-barile un incidente del passato

Ginestra – Ancora una volta la strada Ginestra-Barile, nonostante messa in sicurezza dalla Provincia, è teatro di incidenti. Nella serata dello scorso 20 gennaio, poco dopo le 18, una Panda 4×4, alla guida una signora di Rionero in Vulture, proveniente da Venosa e diretta a Rionero, subito dopo l’abitato di Ginestra, in prossimità di alcune curve, è uscita fuori strada andando a finire la sua corsa contro un muretto, capovolgendosi. Per estrarre l’autista dall’utilitaria sono intervenuti i vigili del fuoco di Melfi, l’intervento del 118 ha consentito un ricovero immediato della signora al vicino ospedale di Melfi, che nella stessa serata è stata dimessa (come riferito dal pronto soccorso di Melfi, nella prima mattinata di oggi 21 gennaio). La strada Ginestra-Barile, importante arteria dell’area nord della Basilicata per la vicinissima superstrada Potenza-Melfi e per chi deve raggiungere Venosa, città d’arte e monumentale, tra i più importanti e visitati della regione, nel passato balzata agli onori delle cronache per i numerosi incidenti che si verificavano, è stata rimessa a nuovo dalla Provincia, su finanziamento della Giunta regionale, in poco più di quattro mesi Leggi il resto di questa voce →

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Diario di Nardino

gennaio 10, 2012 in

Accettura

” Io sono nato ad Accettura e mio padre dice sempre che è una disgrazia nascere ad Accettura perché qui nascono solo i poveri invece i ricchi nascono in città e nella Merica. Trovano che tutto è già fatto i negozi le strade le automobili. Ad Accettura dobbiamo invece fare tutto da capo perché niente è stato fatto e perciò dobbiamo incominciare a lavorare da zichi (piccoli).I bambini della città come si vede in televisione non lavorano mangiano bene e d’inverno non hanno freddo perché giocano sulla neve. Qui la neve è più fredda e non possiamo giocare e siamo sempre vicino al focolare. Quando la neve passa andiamo a lavorare in campagna. Mio padre mi ha mandato a scuola ma non mi piaceva e allora un giorno andavo e un giorno non andavo il maestro aveva ragione quando diceva che la scuola serve a farci più civili perché io e i miei compagni sputavo a terra mi pulivo il naso con i diti e non mi pulivo la faccia perché faceva freddo e perché mancava l’acqua. Io ero contento quando mancava l’acqua che andavo coi compagni a riempirla dai pozzi e allora giocavo e non facevo altri servizi. Mi ricordo che era bello quando ero più piccolo e specialmente quando si mazzava il maiale dopo natale e si faceva il salame e si mangiava il lardo fritto nella focaccia. Mi ricordo pure che una volta mio padre ammazzò una volpe e l’aprì e la fece a pezzetti e mia madre la mise nell’acqua per tre giorni. La pelle mio padre la fece mangiare ai cani perché era spelata e noi ci mangiammo la carne e ci erano due compagni di mio padre che avevano ucciso la volpe. Una bella mangiata me la feci pure quando morse (morì) mio nonno allora si mangiò molto come si usa in paese. Tante volte ho visto i cacciatori in campagna ma non erano come mio padre e come i compagni di mio padre. Avevano i gambali avevano una giacca di lana fumavano le sigarette fatte in fabbrica mentre mio padre le rotolava nelle cartine fatte a mano. Erano cacciatori di città che venivano per divertirsi in campagna e poi facevano delle mangiate alle masserie e cerano tante cose di carne di maccheroni di salami. Allora io pensavo chi sa se potrò andare in città per vedere come si passa la vita ma mio padre da quando avevo dodici o tredici anni mi mise a guardare i buoi quando faceva freddo ed era neve stavo vicino alla masseria e vicino al fuoco e quando era di stagione certe volte dormivo a terra in mezzo ai buoi. Portavo sempre la accetta (l’accetta)per fare il fuoco e di stagione si stava bene perché mangiavo i ceci freschi e a settembre le pannocchie di granturco. Di dove stiamo noi passavano sempre i sant’Arcangelesi che portavano i peperoni e frutta e pomodori a vendere ad accettura e qualche volta si fermavano alla masseria a dormire di notte a terra nella stalla o al focolare e ci regalarono qualche cosa di frutti. Mio padre mi diceva che anche lui quando fece il soldato andava coi muli e il comandante era contento perché lui sapeva tenere le bestie ma una volta morse(morì) un mulo e allora vennero tanti generali come era passata la cosa e poi scrissero molte carte e se ne andarono. Mio padre dice sempre che prima cera più ordine e io non so comera forse tutti erano in fila come i “funghi ordine” uno dietro l’altro e mio padre dice non capisci niente e io mi metto a ridere.Mi piace riguardare qualche foglio di giornale di carta scritta e qualche libretto con le figure io poi tengo a casa sempre un pezzo di matita e mi diverto a scrivere parole o a far disegni per non dimenticarmi di leggere e scrivere così diceva il mio maestro. Una volta mio padre andò a Stigliano dall’avocato io andai pure e vidi che l’avocato aveva anche una macchina che scriveva e io stiedi a guardare tanti libri che aveva nel mentre mio padre parlava e lui rispondeva. Allora penzai che l’avocato se la passa meglio del mio maestro che non ci aveva ancora la macchina per scrivere io ero stato alla casa e vidi che la scrittura la faceva tutta con la penna a mano. E anche i medici se la passano bene e mio padre dice sempre che io tengo un brutto vizio che guardo le cose degli altri che non c’entrano e non bisogna essere invidiosi che anche dio non ha fatto uguali i diti della mano e non siamo tutti uguali e noi che stiamo in basso dobbiamo servire. Mi piace sempre penzare a tante cose o scrivo di piacere queste cose di come me la passo perché dobbiamo tutti impararci nella vita che quando vai alla posta o scrivi una lettera alla Merica (all’America) sai come scrivere se nò sei sempre soggetto agli altri di far sapere le cose tue. Tu mi dici se credo agli spiriti io rispondo che credo che esistono perché tutti li vedono e li sentono e fanno miracoli ma di questo voglio parlarne un altra volta è bene non nominare gli spiriti se uno non è pratico. Tu mi dici pure se sono contento di stare qui a guardare i bui. Che devo fare? Vengo ogni quindicina nel paese per fare i servizi, mi cambio e porto le cose che servono in campagna. Noi siamo gente di campagna e dobbiamo vivere così.

Tratto da: Sud Antico E Nuovo di Francesco Paolo Nitti.

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