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 Il 7 agosto 2012 alle ore 18.00, martedì, presso la Biblioteca Comunale di Stigliano, M.Teresa Imbriani e R. Brancati, docenti esterni dell’Università di Basilicata, concluderanno il seminario sulla Bibbia come Grande Codice dell’Arte e della Letteratura, organizzato dal Centro Studi Rocco Montano.

M.Teresa Imbriani e R. Brancati, docenti esterni dell’Università di Basilicata, rispettivamente nel Dipartimento di Studi Letterari e Filologici e nel Dipartimento di Scienze Storiche Linguistiche e Antropologiche, concluderanno il seminario sulla Bibbia come Grande Codice dell’Arte e della Letteratura, organizzato dal nostro Centro Studi Rocco Montano tra ottobre 2011 e maggio 2012.
Il tema dell’incontro è il seguente: “Storia dell’arte ed esperienza religiosa. I temi della colpa e dell’espiazione nell’opera di due grandi lucani del ‘500: Luigi Tansillo e Gesualdo da Venosa”.
Perché il Centro Studi R. Montano, organizza una serata su questo tema? Per almeno tre buone ragioni.Parlare della Bibbia come Grande Codice significa contribuire da parte nostra al dibattito sul rinnovamento e potenziamento dell’insegnamento della letteratura, ricordando come Francesco
De Sanctis, massimo esponente italiano della critica letteraria romantica, non certamente noto per le sue simpatie clericali, nelle sue memorie, poi rimaste incompiute del 1881, ricordando i corsi privati di insegnamento da lui tenuti nella Napoli della metà degli anni’40, così denunciava la perdurante assenza della Bibbia nel curricolo della scuola secondaria superiore: …Mi fermai molto sulla lirica ebraica, esaminando in ispecie il libro di Giobbe, il canto di Mosè dopo il passaggio del mar Rosso, i Salmi di Davide, la Cantica di Salomone, i Canti dei profeti, specialmente d’Isaia. Avevo sete di cose nuove, e quello studio era per me nuovissimo. Non avevo letto mai la Bibbia, e i giovani neppure. Con quella indifferenza mescolata di disprezzo, che allora si sentiva per le cose religiose, la Bibbia, come parola di Dio, moveva il sarcasmo. Nella nostra immaginazione c’erano il catechismo e le preghiere che ci sforzavano a recitare nelle Congregazioni, e la Bibbia entrava nel nostro disgusto di tutti i sacri riti. Lessi non so dove maraviglie di quel libro, come documento di alta eloquenza, e tirato dall’argomento delle mie lezioni, gittai l’occhio sopra il Libro di Giobbe. Rimasi atterrito. Non trovavo nella mia erudizione classica niente comparabile a quella grandezza… Mi maraviglio come nelle nostre scuole, dove si fanno leggere tante cose frivole, non sia penetrata un’ antologia biblica, attissima a tener vivo il sentimento religioso, ch’ è lo stesso sentimento morale nel suo senso più elevato” In F. De Sanctis, La giovinezza, [1889], Garzanti, Milano 1981, pp.192-193.
Perché una delle battaglie culturali di Rocco Montano è stata quella di testimoniare la feconda ininterrotta presenza di temi motivi religiosi, e dunque biblici ed evangelici, nell’arte e nel pensiero italiano ed europeo a partire da Dante, Shakespeare e Manzoni. Le “Lacrime di San Pietro” di Tansillo sono, forse, una delle conferme possibili della intuizione montaniana di una segreta identità cattolicoumanistica di Shakespeare, che nella traduzione-riscrittura inglese del poema tansilliano di R. Southwell potrebbe aver trovato alimento e ispirazione per il suo Amleto e tutti i suoi personaggi monologanti sui temi della perdizione e della salvezza.
Parlare di Tansillo e Gesualdo, infine, è una occasione per ribadire il livello e la qualità della circolazione culturale nella storia passata della nostra Basilicata e del Mezzogiorno, grazie al mecenatismo della sua classe dirigente, laica ed ecclesiastica, storia tanto più a rischio di essere ignorata o sottovalutata quanto più prendono piede sagre e “narrazioni” mitologiche pronte a detronizzare santi e ad aureolare briganti.Fonte: http://www.stigliano-mt.it