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LOGO-STAGIONEDopo i numerosi autorevoli interventi sulla stampa che ribadiscono con forza la necessità di occuparsi  seriamente degli spazi culturali della città di Matera, crediamo sia doveroso passare dalle considerazioni ai fatti, in ragione di un’urgenza  che ora, a nostro avviso, pretende unicamente pragmatismo e tempi rapidi.Ci sembra di capire che la maggioranza delle personalità intervenute pubblicamente nel dibattito concordino sulla inopportunità di immaginare, almeno per ora, l’edificazione di una nuova struttura: i fondi (7 milioni di euro) che sono a disposizione vadano impiegati per restituire  alla città gli spazi esistenti.  Ma adesso, ieri!

Il troppo tempo sprecato  ha pesato duramente e continua  a pesare esclusivamente sulle spalle delle imprese culturali. Proponiamo azioni immediate, priorità e monitoraggio costante da parte dei diretti interessati.

 E proponiamo a tutti gli operatori culturali di rispondere duramente in modo congiunto a chi dovesse ostacolare per qualsiasi motivo questo processo che ci auguriamo sia inarrestabile e fruttuoso, per il bene della comunità.  Teatro Comunale ed Auditorium: due spazi che a nostro avviso necessitano di una ristrutturazione più agevole e dai tempi più rapidi.  A maggio 2014 che inizino i lavori e che terminino dopo sei mesi.

Prima di allora sia un coordinamento di imprese culturali, che abbiano volontà e soprattutto idee chiare, a collaborare con le professionalità per definire come ristrutturare: non servono migliorie standard, gli operatori sanno cosa realmente serve ad uno spazio culturale per essere davvero funzionale ed efficiente.  Proponiamo in tal senso, a partire da gennaio 2014, un tavolo operativo composto responsabili di comune e regione,  rappresentanti delle imprese culturali e tutte le maestranze che progetteranno e realizzeranno materialmente le ristrutturazioni. A maggio inizino improrogabilmente i lavori.  

In autunno si passi al Teatro Kennedy e al Teatro Duni, previo accordo definitivo, per quest’ultimo, tra amministrazione comunale, proprietari e, perché no, i cittadini: se l’unico teatro della città degno di questo nome è il Teatro Duni, il ‘salotto buono’, ora trascurato e incapace di accogliere ospiti e i cittadini stessi, perché non proporre anche alla comunità di collaborare individuando forme di partecipazione? 

Ecco che in tal modo la ristrutturazione di un bene comune come il Teatro diventerebbe un’occasione autentica di coinvolgimento e di condivisione, sfatando così antichi e presenti ‘malumori’ su quella struttura.  Durante i lavori le attività culturali non potranno arrestarsi e dunque sarà necessario dotarsi di una struttura temporanea e mobile (una tenso-struttura?) da utilizzare.   A seguire, si proceda con la ristrutturazione del Teatro del Borgo la Martella. Si metta poi  nelle condizioni la Casa Cava di diventare realmente un luogo dove le giovani generazioni di artisti possano crescere ed esprimersi: la Casa Cava è una ‘bomboniera’, ma ancora davvero poco ‘funzionale’ alle necessità degli artisti.

Si pensi una volta per tutte a destinare il Mulino Alvino a ulteriore spazio di fruizione culturale.  Si promuovano bandi seri per la gestione seria di questi spazi, basta con le gestioni che per vari, mai del tutto spiegabili motivi, rendono gli spazi pubblici di fatto privati! Si riempiano gli spazi di contenuti, che questo contenuti siano programmabili all’interno di percorsi organici triennali, così da poter veramente fare della città dei Sassi una ‘casa’ accogliente e funzionale, dove c’è spazio per tutti, nel rispetto della sacrosanta ‘intimità’ di ciascuno.

Infine, priorità delle priorità, lanciamo un appello al nuovo presidente della Regione Basilicata Marcello Pittella perché finalmente faccia approvare una seria Legge sulla Cultura: le norme attuali regolate dalla legge 22/88 sono del tutto inadeguate per un territorio che non può più affidarsi all’improvvisazione e alla sola buona volontà dei singoli se davvero vuole raggiungere obiettivi sempre più alti e a primeggiare in Europa sui fronti cultura e turismo.

Gli spazi ci sono, meglio, ci sarebbero: ciascuno di essi potrebbe essere messo nelle condizioni di far parte di una mappa meravigliosa, organica e interattiva delle arti, dal cinema al teatro di tradizione, alla prosa, al teatro ragazzi e all’innovazione, alla danza, alle arti visive, alla fotografia, alle arti performative, riuscendo veramente a fare di Matera una Città della Cultura,   ma manca una Legge seria contenente regole certe che permettano a tutte quelle imprese e ai giovani artisti di questo territorio  che credono fortemente nella Cultura come lavoro, di nascere, crescere e consolidarsi, per  produrre occupazione, reddito e crescita culturale, tre risultati indispensabili e imprescindibili per un futuro meno incerto.