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LE CRONACHE LA GRANDE LUCANIA
LE CRONACHE LA GRANDE LUCANIA

Ciò che sta accadendo in Basilicata sfugge alla maggioranza dei Cittadini lucani che ignora lo stato di profonda crisi in cui versa, oggi, la regione.

Ecco qualche dato : il primo è la popolazione lucana al censimento 1961 con 644.297 persone; il secondo è quello della popolazione attuale con 572.306 persone; il terzo, secondo le vigenti proiezioni demografiche, nel 2050 sarà di 350.000 persone, di cui la metà costituita da persone anziane.

Questo è lo stato dell’arte, presente e futuro, di una regione che sta scrivendo il suo necrologio senza avere un minimo di riguardo per quanto la Basilicata ha rappresentato nella sua storia.

Ma questo non è tutto, se valutiamo, pure, la condizione dei suoi giovani a livello occupazionale, il quadro sociale diventa ancora più drammatico, così com’è preoccupante la situazione sociale dei nuovi poveri, la cui fascia si allarga senza freni, giorno dopo giorno, coinvolgendo anche i ceti medi !

C’è da aggiungere, altresì, che sono stati, intanto, soppressi 14^ Presidi
amministrativi importanti come il 91^MO BATTAGLIONE LUCANIA – DISTRETTO MILITARE DI LEVA –DISTRETTO REGIONALE ENEL –COMPARTIMENTO REGIONALE DELLE POSTE-PROVVEDITORATO ALLE OPERE REGIONALI PENITENZIARIO – UFFICIO REGIONALE DELLE FERROVIE DELLO STATO – COMPARTIMENTO REGIONALE POLIZIA STRADALE – INAIL REGIONALE – TELECOM – DIREZIONE REGIONALE SIRTI – PROVVEDITORATO REGIONALE PUBBLICA ISTRUZIONE -MOTORIZZAZIONE CIVILE – TRIBUNALE DI MELFI – BANCA D’ITALIA MATERA.

Se a questo elenco dovessimo aggiungere, come si teme, l’imminente cancellazione della CORTE DI APPELLO di Potenza, con la relativa soppressione del TAR DI BASILICATA e della CORTE DEI CONTI, il dado è tratto.

Da questa narrazione viene fuori una Basilicata amministrativamente e politicamente sconfitta e disponibile ancora a subire le ulteriori scorribande del Governo Nazionale già pronto, con l’Ordine del giorno del senatore del PD, tale Ranucci, approvato anche

dall’Esecutivo nazionale, a dividere le spoglie della Basilicata tra la Calabria e la Puglia. L’unica arma, pertanto, che la Basilicata ha a disposizione per sopravvivere e per non rimanere completamente isolata è la ISTITUZIONE DE “ LA GRANDE LUCANIA “, unendo il territorio lucano con quello del vicino Cilento, cui lo lega secoli di storia e di interessi comuni ( Magna Grecia docet ).

A tal riguardo, per trovare una soluzione rapida all’incombente smantellamento della Basilicata pensiamo all’istituzione del Parco del Mediterraneo, una riforma a costo zero che unifichi i parchi del Pollino e della Val d’Agri con quello del Cilento.
In poche parole recuperiamo al nostro ragionamento una vasta area che si configura con “ LA FUTURA GRANDE LUCANIA ” .

Parliamo di una riforma giuridicamente non complicata e finanziariamente in linea con quanti intendono tenere in ordine i conti dello Stato.