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Guido Sacerdoti foto da internet
Guido Sacerdoti foto da internet

Si è spento improvvisamente a Napoli nella notte fra il 24 e il 25 luglio il professor Guido Sacerdoti. Proprio a Napoli egli era nato nel 1945 da Dino e da Adele, sorella minore di Carlo Levi, familiarmente chiamata Lelle, ottima pianista e pittrice. Guido, medico di fama, per anni era stato professore di Allergologia e Immunologia Clinica presso l’Università Federico II. Apprezzato ed amato dai pazienti per la sua riconosciuta competenza e ad un tempo per la sua straordinaria umanità, apparteneva alla sempre più sparuta ed encomiabile schiera di medici ancora capaci di tener fede all’antico giuramento di Ippocrate e di nobilitare la propria arte medica con un profondo rispetto dei valori umani.

Ma Egli ha avuto anche il grande merito di saper conciliare l’impegnativa attività professionale con la vocazione artistica, che gli aveva consentito di affermarsi come eccellente pittore e fine critico d’arte. Una “passionaccia” di famiglia, dunque, ma coltivata con serietà e ad altissimi livelli, ma non senza un pizzico di garbata e fine levità. A nessuno sfuggiva che in ogni convegno e durante la cerimonia del Premio Letterario Carlo Levi, dopo i suoi interventi, sempre misurati e incisivi, impugnava la matita e prima della conclusione eseguiva di qualche ignaro personaggio seduto in prima fila schizzi eleganti, che poi amava donare agli interessati.

Guido Sacerdoti, inoltre, già da qualche anno non aveva rinunciato a sobbarcarsi l’ingrato e oneroso compito di presiedere la Fondazione “Carlo Levi”. Si rese perciò promotore di una serie notevole di iniziative di grande valenza socio-culturale e pedagogica, che miravano non solo a tener viva e a incrementare la conoscenza dell’arte letteraria e pittorica leviana, ma a diffondere, soprattutto tra i giovani studenti, una più congrua conoscenza della terribile tragedia della Shoah.

Animato da tali nobili impulsi, da oltre un trentennio era diventato frequentatore assiduo di Aliano, dove non disdegnava di arrivare anche in incognito, magari solo per una visita fugace alla tomba dello zio Carlo. E in una di quelle occasioni, il venti maggio 1995, volle amabilmente dedicare a chi scrive una dedica criptica e affettuosa, su cui poi abbiamo più volte scherzato e che io custodisco gelosamente.

Incoraggiò dunque e sostenne con entusiasmo fin dal loro nascere le iniziative che man mano si progettavano intorno alla figura di Carlo Levi nel paese che lo aveva visto confinato, non facendo mai mancare un supporto inestimabile di idee e suggerimenti.E’ dunque anche grazie a Guido Sacerdoti che manifestazioni come l’Estemporanea di Pittura e il Premio Letterario si sono consolidate e hanno arricchito il patrimonio culturale della comunità alianese. Non è difficile immaginare, perciò, che si avvertirà forte la mancanza della sua fattiva e per certi versi insostituibile collaborazione e soprattutto sarà impossibile dimenticare la sua impareggiabile umanità.

E’ auspicabile, pertanto, che l’Amministrazione prenda in esame la possibilità di individuare qualche opportuna iniziativa che concorra a onorarne convenientemente la memoria.

Angelo Colangelo