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Luigi Scaglione
Luigi Scaglione

Potenza, 2013-07-07 – La singolarità e la drammaticità dei problemi cittadini non possono essere liquidati con due battute o con slogan sul legame che esiste tra rappresentanti eletti e cittadini, così come ha fatto questa mattina il responsabile cittadino di un autorevole partito, come la Sel. Sul versante amministrativo, abbiamo detto a suo tempo, più coraggio si impone anche in scelte forti che si immagina di mettere in campo a livello comunale con la riduzione dei componenti la Giunta comunale di Potenza e la riorganizzazione dell’Acta. Per i Popolari uniti potentini, o le due scelte sono forti e dirompenti in grado di travolgere anche taluni equilibri di potere o non hanno alcun senso farle oggi a pochi mesi dallo scioglimento del Consiglio Comunale.

La singolarità e la drammaticità dei problemi cittadini non possono essere liquidati con due battute o con slogan sul legame che esiste tra rappresentanti eletti e cittadini, così come ha fatto questa mattina il responsabile cittadino di un autorevole partito, come la Sel. Non c’è numero di assessori o scelte forti che tengano, difronte all’assunzione di responsabilità di ciascun rappresentante istituzionale o di quel che resta dei partiti; come non c’è nessu ragionamento innovativo che basti per recuperare credibilità agli occhi dei cittadini, se non si tiene conto del lavoro che va fatto nel futuro facendo tesoro degli errori del passato. Il resto è solo qualunquismo e precoce campagna elettorale. Perché invece di evocare passaggi al numero chiuso di assessori comunali, non si ha il coraggio di procedere con le eventuali dimissioni di chi si sente a disagio?

Perché non si ha il coraggio di dire che in vista delle elezioni regionali la sempre più probabile candidatura del Sindaco e quella ipotizzata del Presidente della Provincia di Potenza impongono una scelta comune e condivisa sul cammino futuro? Noi Popolari, invece, abbiamo già espresso il nostro pensiero proprio poche settimane fa quando proprio rispetto ad alcune questioni poste oggi, avemmo a dire: in particolare ci deve interessare sempre più il disegno di apertura della città di Potenza al suo hinterland facendone riaffermare il principio di centralità nello sviluppo regionale che, solo i Popolari e non altri, hanno difeso in ogni sede. Da quella regionale quando si trattava di sostenere finanziamenti specifici alla tutela del ruolo di capoluogo di Provincia. E tutti hanno poi inseguito il tema.

Sul versante politico, non appassiona i Popolari la corsa allo scontro fratricida che nel Pd si prospetta per la corsa alla Presidenza o a quella di Sindaco del Capoluogo, ma è evidente che ci si richiama necessariamente alla riaffermazione dello spirito unitario della coalizione, definendone i confini e costruendo una idea di società più giusta. Da verificare il senso poi di riaggregazione di un’area moderata di Centro nel centro-sinistra, per la quale o esiste una pari dignità o si tratta di dare corso a processi di annessione che mortificano le qualità della classe dirigente e la propria autonomia di giudizio che mina la coerenza dei comportamenti. E la gente non ne comprenderebbe la ratio.

Lavorare per aumentare le occasioni di dialogo, per innovare e rinnovare senza ritorni al passato, sostengono taluni, utilizzare alcune esperienze consolidate e metterli a valore aggregandole e non dividendo, sostengono altri. Sullo sfondo, nessuno scontro tra anime diverse, ma continua volontà di costruire uno scenario dove le sensibilità di ognuno possano trovare piena accoglienza nelle sollecitazioni dei cittadini. Sul versante amministrativo, più coraggio si impone anche in scelte forti che si immagina di mettere in campo a livello comunale con la riduzione dei componenti la Giunta comunale di Potenza e la riorganizzazione dell’Acta. Per i Popolari uniti potentini, o le due scelte sono forti e dirompenti in grado di travolgere anche taluni equilibri di potere o non hanno alcun senso farle oggi a pochi mesi dallo scioglimento del Consiglio Comunale.