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Ecco la prossima iniziativa dell’Associazione Lucana di Reggio Emilia. L’inaugurazione è prevista per sabato 21 novembre ore 16,30 presso il Centro Culturale Mavarta di Sant’Ilario d’Enza (RE). Donato Vena (Presidente Associazione Lucani RE)

Reggio Emilia – Il progetto di una mostra dedicata alla Basilicata è l’occasione d’un racconto visivo affidato al linguaggio della pittura e della fotografia, due mezzi espressivi convenzionalmente ritenuti antagonisti ma di fatto affini e all’occorrenza capaci di complicità. L’idea nasce per iniziativa di due artisti di origini lucane, il fotografo Roberto Lacava e la pittrice Gabriella Nube, che hanno voluto unire i loro linguaggi e le loro energie creative per restituire insieme un’immagine della Basilicata contemporanea attraverso i suoi aspetti forse meno appariscenti ma profondamente emblematici.

Roberto Lacava
Roberto Lacava. Perdersi-boschi di Rapone

La realtà che si vuole descrivere è la storia di una terra bellissima ma che sta soffrendo, per il declino demografico causato dal calo delle nascite e dall’immigrazione. Una terra costellata di vecchi paesini, dove spesso le conseguenze dell’abbandono sono tali da suscitare nel visitatore contemporaneo, oggi come ai tempi di Carlo Levi, la stessa sensazione d’inesorabile distanza da noi nel tempo e nello spazio.

La preghiera di Gabriella Nube
La preghiera di Gabriella Nube

Ma, in realtà, la sua lontananza è una percezione ingannevole: l’immigrazione spinta dalla ricerca di lavoro altrove e lo spopolamento che ne consegue sono una realtà che coinvolge numerosi piccoli borghi del nostro Paese. Da Nord a Sud, per le stesse ragioni, si va via da molti altri luoghi alla volta di città più grandi, non di rado anche oltre confine.
La distanza da questa terra e dalle sorti della sua gente è dunque illusoria: la sua storia è la nostra. Una storia appunto non lontana, anzi, viva, condivisa, contemporanea come non mai.

Roberto Lacava-La giusta via - Grottole
Roberto Lacava-La giusta via – Grottole

Invitare a prenderne coscienza di certo non basta per cambiare il corso della storia, ma conoscere è pur sempre meglio che ignorare. E poi a volte succede: dalla consapevolezza può sempre nascere il germe di una svolta.